Non erano in tanti quelli che pensavano che una missione così complicata potesse essere assolta da un allenatore semi esordiente, sbarcato all’Inter con appena tredici panchine di Serie A come palmares. Chi l’aveva chiamata scommessa e aveva puntato sull’ex ragazzo romeno adesso passa all’incasso, chi non ci aveva creduto ha dovuto cambiare idea, non solo per il primato in classifica e lo scudetto ormai dietro l’angolo, ma perché Chivu è riuscito a rimettere in strada un gruppo che sembrava sull’orlo del precipizio, gli ha ridato autostima e consapevolezza della propria forza, senza andare oltre, senza far credere ai suoi di essere invincibili. Ma forti sì, i più forti della Serie A. Con la capacità di mantenere i nervi saldi e pensare a risalire quando ormai tutti pensano che l’Inter è in fondo alla discesa e si sta per schiantare. Un processo lento e portato avanti con il passare delle giornate, fino ai dieci giorni che hanno cambiato la stagione di Chivu e dell’Inter.
"Lo intuisce soprattutto Cristian Chivu che dopo il 2-2 non ha in testa il pensiero dei supplementari perché il vento è cambiato e San Siro spinge forte. Ed è quello il momento di giocarsi tutto provando ad andare oltre i propri limiti e la bravura degli avversari, anche con un paio di cambi che al momento sembrano poco lucidi (l’ingresso di Susic e Diouf) ma sono determinanti. Le rimonte che esaltano il popolo nerazzurro nascono da lontano, da quei giorni in cui Chivu ha cancellato dalla testa dei suoi giocatori i brutti ricordi e le occasioni sprecate. Se i valori tecnici e morali sono alti, il calcio ti dà sempre un’altra occasione, ma bisogna saperla cogliere dimostrando di aver imparato dagli errori del passato. C’era una volta l’Inter che subiva le rimonte e buttava al vento i campionati, adesso c’è l’Inter di Chivu che risale il fiume contro corrente e arriva fino in cima. Dove stanno i più forti", analizza il quotidiano.
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