Le ultime partite dell'Inter hanno mostrato un problema evidente: le difficoltà a segnare. Una situazione decisamente anomale per una squadra che, per tutta la stagione, ha avuto una grandissima produzione offensiva. Il Corriere dello Sport analizza questo trend: "Si è fermato l'attacco dell’Inter. Il derby con il Milan, dopo la semifinale di Coppa Italia, è stata la seconda gara consecutiva a secco. In precedenza, in stagione, la macchina da gol nerazzurra si era inceppata soltanto nel match di andata sempre con il Milan e poi in Champions, contro il Liverpool. Sgombriamo il campo dai dubbi, non si tratta di un caso. Le polveri, infatti, si sono improvvisamente bagnate, dopo l'infortunio rimediato da Lautaro nel match di andata con il Bodø/Glimt: da allora, 5 gare e appena 5 reti segnate, 4 delle quali, peraltro, su calcio piazzato, e nessuna a firma di una delle punte. L'ultimo attaccante a segnare è stato Esposito, proprio in Norvegia, ma con Lautaro ancora in campo".

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Inter, l’attacco si è inceppato: non è un caso. Esposito e Bonny, serve un ultimo step
L'assenza della ThuLa
—"Nel derby, per complicare ulteriormente la situazione, si è aggiunta pure la febbre, con conseguente forfeit di Thuram. Vero che il numero 9 non stava attraversando un buon periodo. Non aveva segnato nelle ultime 6 gare disputate. E l'ultima sua prodezza, con il Sassuolo lo scorso 8 marzo, era stata l'unica in 12 uscite. Alla riprova dei fatti, però, l'assenza di Tikus si è rivelata comunque pesante. Perché un conto è fare a meno di un titolare là davanti, un altro è essere privo di entrambi. Chivu si è ritrovato costretto a far giocare assieme dall'inizio Esposito e Bonny e, alla luce di come è andata, si è capito il motivo per cui non era ancora accaduto prima. L'età, 42 anni in due, e quindi l'esperienza, non sono dettagli".
Rimandati, non bocciati
—"La loro stagione resta abbondantemente positiva. E differenza rispetto al trio di scorta dello scorso anno, Arnautovic-Taremi-Correa, resta netta. Lo dicono pure i numeri: 7 gol ciascuno da alternative, raccolti per altro dopo aver compiuto il balzo, rispettivamente dal Parma e dallo Spezia. Le prodezze più importanti e pesanti, però, le hanno realizzate quando avevano al fianco almeno uno tra Lautaro e Thuram. È scontato e logico che con loro al fianco tutto sia più semplice, visto che hanno le caratteristiche per sviluppare il gioco di Chivu, fatto di verticalizzazioni rapide e appoggio costante sulle punte. Ed è minore pure la pressione. Tuttavia, la sorte ha voluto che la prima volta da soli come titolari sia capitata proprio in un derby. Non è andata bene, ma, come ha sottolineato anche Chivu, certe situazioni servono anche per crescere. In futuro ci saranno altre occasioni per riproporre Pio e Angelo insieme e dall’inizio. E c'è da credere che le risposte saranno diverse. Le loro qualità sono fuori discussione, si tratta solo di compiere un nuovo salto di qualità".
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