La Gazzetta svela il retroscena sul difensore: aveva aperto alla cessione. Chivu lo ha sostenuto e oggi lo scenario è completamente cambiato
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Una turbolenta primavera e qualche pensiero d’addio. Le tentazioni catalane e la scelta di restare all’Inter per riscattarsi.
Ora Alessandro Bastoni prova a cancellare i ricordi negando di aver pensato di lasciare i nerazzurri, ma La Gazzetta dello Sport rivela la verità:
“Alessandro Bastoni ha vissuto una turbolenta primavera che gli aveva consigliato non solo di lasciare l’Inter ma anche la Serie A: all’epoca aveva ricevuto segnali invitanti dal Barcellona, non proprio l’ultimo club al mondo, e aveva comunicato alla società che sarebbe stato felice di andare fino in fondo”.
Bastoni e le coincidenze
Una serie di eventi hanno portato Alessandro Bastoni a optare per la permanenza all’Inter
“Poi però è successo qualcosa che ha cambiato il destino. Concause, le potremmo chiamare. Da una parte Bastoni, confortato dagli interisti della Nazionale e da Chivu che non ne ha mai messo in discussione il valore, ha rivisto alcune certezze negative, valutando che l’esilio dorato sarebbe stato letto come una fuga dalle contestazioni. E forse un po’ lo era. Dall’altro lato, sul mercato, non si sono create le condizioni per una separazione intelligente. L’Inter non avrebbe venduto il suo difensore mancino per meno di 60 milioni e nessuno, neppure il Barça, intendeva avvicinarsi a certe cifre”.
Bastoni tratta il rinnovo
La Gazzetta dello Sport svela la possibilità di rinnovo del contratto di Alessandro Bastoni:
“Un rapporto incanalato verso l’interruzione per volontà di tutti si è trasformato in un’occasione per renderlo migliore. Tanto che adesso Alessandro è entrato nella lista di coloro che dovranno discutere il rinnovo del contratto, in scadenza del 2028. Da sicuro partente a colonna del futuro, il passo è stato lungo ma anche incisivo”.
Un media pazzesca
“I due gol in Nazionale, soprattutto quello folle e bellissimo segnato venerdì allo Stade de France, hanno certificato che Bastoni ha superato la crisi. Smentendo velocemente gli scettici che sottolineavano la sua scarsa abitudine (e quindi attitudine) alla difesa a quattro. Alla vigilia era stato già il ct, Roberto Mancini, a polverizzare l’argomento con una frase caustica, quasi zemaniana: «I bravi calciatori possono giocare in qualunque sistema». Il resto è verdetto da campo. «Non mi aspettavo nemmeno io di partire così bene» ha confessato Alessandro dopo aver spento il ghigno di Zidane e di 76.000 tifosi arrivati in tribuna con il mood di chi prepara la grigliata in attesa di festeggiare con la torta. E’ curioso che dopo la notte di Zenica, e dell’espulsione che ha accompagnato l’Italia fuori dal terzo Mondiale, Bastoni abbia una media realizzativa da centravanti di razza: una rete a partita”.
L’Italia riconquistata
“Non tutti sarebbero tornati a grandi livelli in così poco tempo. La simulazione con esultanza durante Inter-Juve, il rosso contro la Bosnia, qualche situazione antipatica fuori dal calcio: a un certo punto sembrava che tutto congiurasse contro Bastoni. Invece il nostro è riuscito a isolarsi con gli affetti più sinceri, «con l’aiuto della famiglia» e in particolare guardando ogni giorno gli occhi della figlia Azzurra. Una volta recuperata la necessaria serenità, più o meno nei giorni in cui vinceva il suo terzo scudetto con l’Inter, ha potuto preparare la stagione della rivincita. «Ho giocato più di 300 partite in carriera, non mi sono fatto condizionare da un paio di episodi negativi» ha sottolineato in Francia. Ha saputo così azzerare il conta-errori e pensare a uno sviluppo diverso della vita. Non aveva mai parlato in pubblico dopo le scuse per il caso Kalulu, aspettando di depurare la mente dalla tentazione del vittimismo; ha riconquistato gli italiani con un gol fondamentale proprio in una partita contro Kalulu. Era tutto scritto” conclude la Rosea.
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