"Uno, il campionato, è stato messo immediatamente nel mirino in maniera manifesta, anche perché è il cammino più semplice da percorrere. A differenza della Champions, in Italia l’Inter dipende solo da se stessa e può fare valere una superiorità che, almeno in teoria, c’era anche nella scorsa stagione. Sulla base di questa gerarchia, i nerazzurri stanno mettendo a punto il loro piano che prevede un finale completamente differente rispetto al 2025: quello è lo spettro da evitare a ogni costo, lo “zero tituli” che ha avvelenato l’estate. Oltre che per il 5-0 di Champions, l’interista medio si è “ammalato” ripensando al passato scudetto gentilmente donato a Conte sul più bello. Va da sé che l’ultima eliminazione con i norvegesi bruci, nonostante il gelido -6 nel termometro di Bodo, ma l’amaro è stato masticato dal club proprio pensando al progetto scudetto, a cui si aggiunge pure la Coppa Italia. Insomma, qui i “tituli” reali possono essere due, uno in meno dei tre inseguiti con ostinazione mista a romanticismo nell’ultimo ciclo inzaghiano. I giocatori nerazzurri, sempre legati a Simone, hanno seguito il nobile sogno, ma alla lunga ne sono anche rimasti schiacciati: è umano che oggi pensino in maniera diversa e facciano di tutto perché il passato non torni più. Per loro è ormai meglio uno scudetto che un (mancato) triplete", aggiunge Gazzetta.
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