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Inter, l’obiettivo scudetto nasce a Monaco: “Il piano Chivu per evitare lo zero di Inzaghi”

Andrea Della Sala Redattore 
L'Inter ha scelto su quale obiettivo puntare in questa stagione e lo sta inseguendo a costo di lasciare per strada le altre competizioni

Fuori dalla Champions, ma a + 10 in campionato. L'Inter ha scelto su quale obiettivo puntare in questa stagione e lo sta inseguendo a costo di lasciare per strada le altre competizioni.

"Al di là dei risultati che ottiene in quell’angolo di mondo - Simone si gioca ancora tutti i trofei, compresa la Champions asiatica -, il nome di Inzaghi è tornato a sentirsi nei corridoi nerazzurri, come dentro a un riflesso condizionato. L’anno scorso in Champions la squadra aveva avuto tutt’altro andamento, non perdeva con un po’ di superficialità col Bodo Glimt, ma spremeva ogni minima energia pur di battere Bayern e Barcellona. Così si era avvicinata al sole per poi essere incenerita in Baviera: a Monaco col Psg fu un terribile bagno nella realtà, un risveglio che ha lasciato conseguenze in tutto l’ambiente. Si può dire che già quella sera, mentre l’allenatore terminava un quadriennio culminato con un solo scudetto e con il rimpianto di due finali di Champions perdute, l’Inter decideva inconsciamente che strada prendere nella stagione successiva. Il sogno di vincere ogni cosa si era dissolto in una nuvola di zolfo, non era rimasto niente in mano: inevitabile concentrarsi su qualcosa, dare un ordine agli obiettivi da perseguire", spiega La Gazzetta dello Sport.

"Uno, il campionato, è stato messo immediatamente nel mirino in maniera manifesta, anche perché è il cammino più semplice da percorrere. A differenza della Champions, in Italia l’Inter dipende solo da se stessa e può fare valere una superiorità che, almeno in teoria, c’era anche nella scorsa stagione. Sulla base di questa gerarchia, i nerazzurri stanno mettendo a punto il loro piano che prevede un finale completamente differente rispetto al 2025: quello è lo spettro da evitare a ogni costo, lo “zero tituli” che ha avvelenato l’estate. Oltre che per il 5-0 di Champions, l’interista medio si è “ammalato” ripensando al passato scudetto gentilmente donato a Conte sul più bello. Va da sé che l’ultima eliminazione con i norvegesi bruci, nonostante il gelido -6 nel termometro di Bodo, ma l’amaro è stato masticato dal club proprio pensando al progetto scudetto, a cui si aggiunge pure la Coppa Italia. Insomma, qui i “tituli” reali possono essere due, uno in meno dei tre inseguiti con ostinazione mista a romanticismo nell’ultimo ciclo inzaghiano. I giocatori nerazzurri, sempre legati a Simone, hanno seguito il nobile sogno, ma alla lunga ne sono anche rimasti schiacciati: è umano che oggi pensino in maniera diversa e facciano di tutto perché il passato non torni più. Per loro è ormai meglio uno scudetto che un (mancato) triplete", aggiunge Gazzetta.