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Inter, scudetto meritatissimo. La certificazione arriva dalla differenza reti: 51 gol. Mostruosità

Andrea Della Sala Redattore 
L'Inter batte il Parma e conquista il 21° scudetto della storia. Un campionato dominato, ma che non era partito al meglio

L'Inter batte il Parma e conquista il 21° scudetto della storia. Un campionato dominato, ma che non era partito al meglio. Un grande applauso a Chivu che ha rialzato un gruppo a terra dopo una stagione dolorosa.

"Un’inspirazione lunga 45 minuti, il tempo per venire a capo di un buon Parma, poi il gol di Thuram ha liberato la gioia del mondo Inter. Ecco il 21° scudetto, meritatissimo, timbrato dal 2-0 di Mkhitaryan. Hanno vinto i più forti. La certificazione viene dalla differenza reti: 51 gol. Una mostruosità. I migliori ad attaccare (82 reti) e a difendersi (17 clean sheet). C’è sempre l’Inter al vertice delle classifiche virtuose del campionato: tiri in porta, tocchi in area, gol da fuori, da dentro l’area, di testa, da fermo... Solo il Como ha avvicinato la qualità di gioco dei nerazzurri. È come se la concorrenza si fosse inchinata nell’ultimo turno: il Napoli ha sofferto di brutto sul lago; il Milan è crollato col Sassuolo; la Juve è stata fermata dal Verona retrocesso. Una sorta di pasillo de honor per i nuovi campioni. I distacchi, dai 12 punti in su, parlano chiaro. Anche se l’obbiettivo della concorrenza, direbbe Chivu, era un posto in Champions League. Unica ombra: gli scontri diretti. Battuta solo la Juve, in qualche modo. Ma è l’imperfezione di molte opere d’arte. Il sorriso misterioso della Gioconda, per dire, nasce da un errore tecnico di Leonardo", sottolinea La Gazzetta dello Sport.

"Un boato, stelle filanti tricolori, giocatori abbracciati, Chivu sotto la curva. Un anno fa, 3 maggio, perdeva contro il Como e il suo Parma era ancora in zona salvezza. Ora, contro il suo ex Parma, è diventato campione d’Italia, al primo colpo, come il suo maestro Mou. Emozioni a palla. Ci vorrebbe un caschetto anche sul cuore. E il 13 maggio guiderà l’Inter nella finale di Coppa Italia, in cerca del Doblete. Il Triplete sarebbe stato troppo, lesa maestà al maestro Mou. Fuochi d’artificio, cori per tutti, tanto affetto per lo stropicciato Bastoni, poi il popolo nerazzurro sciama verso la festa di piazza Duomo. Il vecchio, glorioso San Siro, che ha i giorni contati, resta solo. Il prossimo 19 settembre compirà 100 anni, con un pizzico d’orgoglio in più: è ancora la casa dei campioni d’Italia", aggiunge Gazzetta.