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L'Inter affronterà mercoledì il Borussia Dortmund nell'ultima gara della fase a classifica della Champions. La squadra di Chivu vincendo può ancora sperare di raggiungere gli ottavi senza passare dai playoff.
"Il Dortmund visto a Berlino è una squadra che ha ritrovato entusiasmo e consapevolezza, però è lo stesso gruppo che martedì era uscito battuto e abbacchiato dopo la sconfitta con il Tottenham, con la produzione ridotta a zero tiri in porta nel primo tempo e soltanto due nella ripresa. Chiaro che l’espulsione di Svensson al 26’ ha influenzato il match, ma i borussiani erano già sotto di un gol e ne hanno subito preso un altro. Fra le 24 squadre che al momento sarebbero già qualificate per la prossima fase, il Borussia (sedicesimo) ha la difesa più battuta: 15 reti incassate, insieme al Qarabag. In Bundesliga va meglio, 10 clean sheet, e viene considerato un successo aver finito senza reti al passivo tre delle ultime cinque uscite, però i gialloneri non riescono spesso a proteggersi bene sui lati (e Dimarco potrebbe approfittarne) perché hanno elementi più portati all’offensiva, in fascia. Inoltre i calci piazzati sono un problema; anche a Berlino sulle palle alte da corner o punizione, tutti i gialloneri in area messi a zona non riuscivano a prevalere di testa. Il portiere Kobel ha evitato guai peggiori, però il pensiero per Kovac rimane", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Da sempre a Dortmund sono più specialisti nel proporre variazioni nei temi d’attacco che solidità quando ci si deve coprire, basti ricordare il 4-4 con la Juve nel debutto di questa Champions. Adesso però gli ordini sono quelli di «affrontare ogni contrasto con il coltello fra i denti» come ha detto il dg Lars Ricken l’altra sera, perché con l’Inter sarà una partita «piccante» e non parlava di cibo o di situazioni scabrose, ma della durezza di un confronto in cui serve vincere a entrambi, per migliorare il proprio futuro. Il Borussia si distende bene in avanti (19 eurogol, meglio con 20 solo Arsenal, Bayern e Psg); ha in Guirassy, Fabio Silva, Beier, Adeyemi o Brandt gente tecnica e dinamica, ma anche a centrocampo con Nmecha e Bellingham jr. sa essere “piccante”. L’Inter può attenuare questo sapore con un gioco verticale, attento e che non faccia regali nelle due aree", spiega il quotidiano.
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