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Intercettazione Rocchi: “Loro non lo vogliono più vedere”. Ora tre possibili scenari
L'inchiesta sugli arbitri prosegue, nel tentativo di individuare eventuali illeciti da parte di membri dell'AIA e di società calcistiche. Il Corriere della Sera propone uno stralcio di un'intercettazione tra il designatore Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore Var:
"«Loro non lo vogliono più vedere», quel certo arbitro. «Loro». Che non è il film di Sorrentino sulle trasfigurate vicende del berlusconismo. Ma un pronome che dopo un anno la Procura non è sinora riuscita a trasformare in un nome e cognome. Un «loro» che, da quando fu pronunciato in una intercettazione dell'aprile 2025 tra il designatore arbitrale della serie A Gianluca Rocchi e il supervisore del Var Andrea Gervasoni, resta in cerca di paternità nella galassia Inter: al punto che — senza che si sia saputo — a un certo momento l'estate scorsa il gip dell'indagine disse basta alla Procura, e smise di autorizzare le proroghe delle intercettazioni con le quali il pm per settimane aveva sperato di arrivare all'identificazione".
"Nell'intercettazione del 2025 Gervasoni è colui che più che altro ascolta lo sfogo di Rocchi, il quale alle orecchie della GdF appare a tratti insofferente e scocciato dal fatto che «loro» abbiano insistito (in un incontro allo stadio di San Siro il 2 aprile 2025) affinché egli designi il malvisto dagli interisti Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025 in modo da «schermarlo» e cioè creare la situazione per cui l'Inter non rischi più di averlo tra i piedi nelle successive partite del finale campionato più importanti per la lotta scudetto; e affinché designi l'invece apprezzato Andrea Colombo per la gara Bologna-Inter del 20 aprile 2025".
"All'inchiesta resta dunque il bisogno di fare due gradini. Riuscire a dare con certezza un nome e cognome al portavoce di «loro». E poi, se si trattasse di un dirigente interista, avventurarsi in una disamina quasi psicologica sui tre scenari possibili.
Nel più favorevole ai nerazzurri, infatti, Rocchi potrebbe aver ascoltato notori giudizi del club su questo o quell'arbitro, poi però giungendo autonomamente (e per motivi magari differenti) proprio al medesimo tipo di designazioni auspicate.
Intermedio sarebbe lo scenario di prese di posizione dell'Inter nelle interlocuzioni con i vertici arbitrali, che però in questo caso per protocollo l'Inter avrebbe allora potuto avere non tra Schenoni e il designatore Rocchi (vietato sportivamente), ma solo tra Schenoni e il referente della «Can» per i rapporti con le società, Andrea De Marco.
Nel peggiore scenario per i nerazzurri, invece, l'insofferenza di Rocchi percepibile nell'intercettazione, sommata alle designazioni «interiste» da lui poi davvero fatte, potrebbe essere indice di un reale condizionamento proveniente dal club e incidente sulle scelte del designatore a prescindere dai risultati delle gare sfavorevoli all'Inter".
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