La Nazionale italiana si sta 'svecchiando': il CT punta sui giocatori come Pio, volto copertina del nuovo corso con i suoi 21 anni
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La gara contro la Francia ha certificato una cosa: questa Italia può giocarsela con tutti senza paura. Potrà anche perdere, ma la cosa più importante era spazzare quelle paure che attanagliavano i giocatori quando scendevano in campo. Senza paura dicevamo, un sentimento che difficilmente i giovani sentono quando scendono in campo, per questo la scelta di Mancini di ripartire da loro è giusta e sta ripagando.
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“La formazione titolare di Parigi, all’ipotetico calcio d’inizio tra 44 mesi (Mondiale 2030), avrebbe un’età media di 28 anni e mezzo, ancora nel pieno della maturità. Con Pio Esposito uomo copertina, visto che è il più giovane di questa squadra coi suoi 21 anni, ma anche con Michael Kayode, Giorgio Scalvini, Riccardo Calafiori, Antonio Vergara, Alessandro Romano, Issa Doumbia, Daniel Maldini, Diego Coppola, solo per restare a quelli che sono oggi in azzurro. Un gruppo da far crescere assieme ai più esperti, ma anche al loro posto, se serve”, si legge sul Corriere della Sera.
La scelta su Barella
"La Nations, va detto a scanso di equivoci, è il torneo più ingannevole che ci sia, non a caso l’Italia è arrivata due volte in Final Four e l’ultima volta si è fermata ai quarti contro la Germania: in questa fase le big reduci dal Mondiale sono in una fase di ricambio, più o meno profondo. Gli azzurri invece devono lavorare sulla rifondazione, nello spirito, nel gioco e naturalmente negli interpreti. Il fatto che Mancini lo abbia già fatto, dopo la prima eliminazione di 9 anni fa, dà credibilità al nuovo percorso intrapreso, ma da sola non può bastare. Sono le scelte a creare l’identità, come quella di «venire a giocarsela» in casa della Francia senza timori, senza presunzione e anche senza troppi senatori, perché la squadra va per forza svecchiata. A far rumore nel frastuono dello Stade de France sono state le assenze di Barella e Mancini, a vantaggio di Frattesi e Scalvini. Sono scelte che vanno lette guardando la carta di identità, dato che nel 2030 i due senatori, assieme anche a Dimarco e Cristante rimandati a casa all’inizio per problemi fisici, saranno ultratrentenni. Né oggi né forse allora saranno tutti fuori dal giro azzurro, ma questo è il momento di far prendere più responsabilità agli altri, a cominciare da Tonali e Fagioli, due uomini chiave”.(Fonte: Corriere della Sera)
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