- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
news
Repubblica: “Inter, c’è la domanda più inquietante ma prematura per i tifosi. Il paradosso è…”
"Che pomeriggio strano, tutto è detto e non detto, quasi tutto è fatto ma non ancora, perché qui tutto sfuma nell'ombra, tutto si capisce e non si capisce. L'Inter sta per vincere la partita in casa del Toro e invece no. È tranquilla, ma magari no. È pulita. È pulita?". Il quotidiano La Repubblica parla così dell'Intere di quanto sta accadendo dopo le notizie di un avviso di garanzia recapitato a Rocchi e Gervasoni.
"Tutto è sospeso, nel senso che penzola per aria e nel senso che non è definitivo, e neanche definito. Manda avanti il presidente, l'Inter: Beppe Marotta parla in tivù prima della gara, quando era atteso e previsto il tecnico Cristian Chivu. Sono le prime parole nerazzurre dopo la notizia enorme, o forse solo grande o magari media, chissà", si legge sull'intervento del presidente nerazzurro ai microfoni di Sky e DAZN prima della partita con il Torino.
Le parole del numero uno nerazzurro diventano "Punti fermi, per l'Inter, però le virgole sono di più, per non parlare delle parentesi, tutte aperte al momento, e dei puntini di sospensione. Dei punti interrogativi non parliamone neanche. Dopo il pareggio che sembrava una vittoria, nel giorno che vorrebbe sembrare normale e non può, l'allenatore Chivu si sottrae com'è ovvio al vortice", scrive ancora il quotidiano.
"Chissà se l'Internazionale di Milano avrà mai vissuto un giorno del genere. Forse no. Insieme alla Juventus, oltre ad essere la più vincente è anche la più sospettata da sempre, perché successi e potere trascinano dubbi, sottintesi, invidie, dicerie, malignità. Beppe Marotta lo sa bene, anche perché prima era alla Juve e adesso è all'Inter. Prima, gli erano toccati i "meme" di dileggio bianconero, adesso è un tornado di battute nerazzurre, elaborazioni grafiche, vignette e prese in giro di ogni genere. Anche se nel web impazza soprattutto la domanda più seria e inquietante per i tifosi dell'Inter, oltre che assai prematura: cosa rischia, o rischierebbe, il club? E poi gli altri quesiti pesanti, in ordine sparso. Chi avrebbe chiesto a Rocchi gli arbitri graditi? Chi avrebbe ottenuto di evitare quelli sgraditi? Ma, soprattutto: chi avrebbe incontrato il designatore? Dove? Quante volte?", si legge nello stesso articolo.
"L'Inter non è indagata, ma vive un paradosso enorme: avere sgominato ogni avversario sul campo, con lo scudetto ormai lì a 3 punti e a una manciata di giorni, e vedersi arrivare addosso il nemico invisibile, il signore delle tenebre, il dominatore dell'ombra. C'è all'orizzonte la possibile doppietta, campionato più Coppa Italia, ovvero i due terzi dell'inarrivabile tris di Mourinho, ma oltre l'orizzonte cosa c'è?", spiega ancora il quotidiano.
"Grande è lo sconcerto, non meno grande è l'imbarazzo. Ogni gesto, prima, durante e dopo Torino-Inter lo ha reso evidente. L'Inter segna due volte. Poi il Toro accorcia le distanze e addirittura pareggia. Con un rigore. Con un rigore concesso dal Var Mazzoleni e dall'ultimo arbitro designato da Rocchi, prima che il soffitto si sbriciolasse e cominciasse a venire giù. Chi ci sarà stato, stavolta, in sala Var? Chi, dietro quel vetro fumè come nei tinelli degli anni Settanta? Bei tempi, quelli. Al massimo, si urlava arbitro cornuto", conclude il giornale.
(Fonte: Repubblica)
© RIPRODUZIONE RISERVATA