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Una notizia che potrebbe avere rilievo incredibile nella bufera di questi giorni arriva dal Corriere dello Sport. Potrebbe completamente stravolgere la prospettiva su Rocchi. Almeno riguardo uno dei capi d'imputazione mossi dal PM Ascione. Si legge infatti sul quotidiano in edicola stamattina:
"La norma che potrebbe ridisegnare l’inchiesta è inserita in un opuscolo di 32 pagine, tradotto dall’inglese dal Settore Tecnico dell’AIA. Si chiama «Manuale VAR/arbitro» ed è stato dato in dotazione a tutti quei direttori di gara abilitati ad entrare nelle stanze di Lissone, sia quelle dell’IBC Center di Lissone, sia quelle della palazzina di fianco dove sono i VOR di B (e dove Gervasoni non poteva essere il giorno di Salernitana-Modena, gara che gli viene contestata dal pm Ascione e sulla quale sarà ascoltato oggi nella caserma della Guardia di Finanza)".
Di cosa si stratta nello specifico? Questo il dettaglio: "Nella sezione 3, paragrafo 3 (Altri ufficiali VAR), è spiegata la funzione del «Osservatore VAR», ovvero il famigerato «supervisore». Ruolo che la scorsa stagione, quella sotto la lente della Procura di Milano, era svolto da Gervasoni e dal designatore in persona, Rocchi. Ebbene, fra i diritti e doveri c’è scritto anche che il supervisore non deve intervenire in processi decisionali «a meno che, in circostanze eccezionali, non vi sia un chiaro rischio di un’errata applicazione del protocollo VAR». Quali siano i casi eccezionali non è specificato".
Non è possibile, allora, che la famosa “bussata” (tutta da dimostrare) di Rocchi ora o di Gervasoni in altre occasioni, a sentire i “de relato” di Abbattista e Rocca (che avrebbero riferito cose che avrebbero sentito altri) non siano altro che il prefigurarsi di «circostanze eccezionali», visto che magari i VAR stavano utilizzando una camera sbagliata per stabilire se fosse o meno rigore?", la domanda più che legittima alla luce di ciò. Presto capiremo di più.
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