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MILAN, ITALY - FEBRUARY 24: (L-R) FC Internazionale Shareholders Meeting with Oaktree Capital Management Alejandro Cano, President and Ceo Sport Giuseppe Marotta of FC Internazionale, Oaktree Capital Management Katherine Ralph and Notary Arrigo Roveda at Stadio Giuseppe Meazza in San Siro on February 24, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)
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Dopo l'intervista di Jerry Cardinale di ieri, in cui il proprietario del Milan ha fatto un incredibile riferimento anche all'Inter, sono partiti i confronti tra il suo modus operandi e quello di Oaktree in nerazzurro. Li spiega anche Tuttosport: "Nella foto ricordo dopo l’audizione in Vaticano con Papa Leone, tra Ausilio, Zanetti e Marotta, c’erano anche Alejandro Cano e Katherine Ralph, i top manager di Oaktree che gestiscono l’Inter per conto del fondo.
L’immagine cristallizza un club dove è netta la divisione tra l’area corporate e quella sportiva. Oaktree fissa i parametri entro cui si deve muovere l’area tecnica, ma lì a incidere sono Marotta, Ausilio e Baccin, il trio ereditato dagli anni in cui il club era in mano a Suning. Oaktree, che aveva finanziato i cinesi, ha visto come lavoravano i dirigenti, ha capito come la continuità andasse garantita per ottenere risultati e ha scelto di mettersi dietro alle quinte rispetto a chi guidava la squadra nella quotidianità. Questo nella consapevolezza che un conto è gestire bilanci, marketing e questione stadio, un altro occuparsi di pallone. E gli algoritmi, all’Inter, sono rimasti fuori dai cancelli della Pinetina.
Vero è che dirigenti come Marotta sono ormai panda in un calcio che sempre più scimmiotta la Premier senza avere i soldi della Premier, ma il Milan - a livello bilancistico - ha numeri del tutto simili all’Inter con cui, peraltro, condivide lo stadio. La clamorosa differenza nei risultati ottenuti è data dal fatto che Gerry Cardinale, dopo l’errore capitale commesso con la giubilazione di Paolo Maldini, non è stato capace di creare quell’alchimia che ha permesso all’Inter di vincere tre scudetti con tre allenatori diversi. Perché anche l’Inter si è trasformata negli anni, ma chi la governava non è cambiato. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti".
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