E' una furia Antonio Conte in conferenza stampa dopo Napoli-Fiorentina. L'allenatore azzurro, nonostante la vittoria al Maradona, è imbufalito per l'ennesimo infortunio grave subito da Di Lorenzo e, davanti ai giornalisti, se la prende con le istituzioni del calcio. Ecco le sue dichiarazioni:

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Conte: “Mi diranno che prendo lo stipendio. Tutte cazzate. Noi bloccati e chi ha i debiti…”
"Penso sia stata una vittoria meritata. Come in altre partite, abbiamo creato tanto, anche se siamo stati poco cattivi e abbiamo rischiato di perdere altri punti. Sono contento, perché abbiamo messo in campo un'ottima prestazione, così come contro Chelsea e Juventus. Non è facile affrontare un periodo così intenso con pochissimi giocatori. Dispiace che non si capisce che così si sta andando verso la rovina del calcio: mettere così tante partite... Club e UEFA non capiscono, ma c'è il dio denaro che è all'apice di tutto".
"So già che prenderò le critiche, che diranno 'Lui si prende lo stipendio però'. Queste sono tutte cazzate, perché questo è uno sport che facciamo per passione, non ho bisogno di soldi. Dico queste cose per cercare di tutelare uno sport che non capisco in che direzione stia andando. Si va verso sempre più lo spettacolo, a portare squadre in America e in Australia, mentre non si pensa alla difficoltà di mettere così tante partite ravvicinate".
"Abbiamo giocato 3 partite in 6 giorni, 9 in 27, e hanno giocato sempre gli stessi, perché non avevamo alternative. Quello di Di Lorenzo è un infortunio brutto, si parla probabilmente della rottura del ginocchio: ne pagano le conseguenze il Napoli e l'Italia. Mi dispiace per il ragazzo, per certi versi ti senti colpevole, ma siamo questi ed è normale essere stanchi e affaticati".
"Detto questo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di unico: non penso che ci sia una squadra così importante a livello professionistico che abbia avuto una simile emergenza. Per di più, abbiamo anche il mercato bloccato, fantastica questa cosa: siamo gli unici che abbiamo 240 milioni in cassa attivi, ci sono invece società indebitate... Queste sono le regole, le accettiamo, ma ogni tanto bisognerebbe fermarsi e non pensare a giocare a Perth o quattro partite in Arabia, bensì ai veri protagonisti di questo sport, i calciatori. Scusate, ma sono incazzato".
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