Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato ai microfoni dei cronisti in sala stampa al termine del match di Coppa Italia contro l'Inter. Qui le sue considerazioni, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it all'Olimpico: "Fotocopia di sabato? Assolutamente no. Non averli presi alti è stata una scelta, loro con l'utilizzo del portiere avrebbero finito per infilarci con facilità. Abbiamo scelto di abbassarci, anche perché avevamo notato che loro iniziano con questo grande livello di aggressività. Al di là del possesso palla non stavamo concedendo un granché, poi abbiamo fatto noi due regali ed è saltato tutto. Nel secondo tempo siamo stati più alti, abbiamo avuto palle per riaprire la situazione e le abbiamo sbagliate. Ovviamente bisogna anche riconoscere di aver giocato contro una squadra tecnicamente molto più forte di noi".

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Lazio, Sarri: “Due regali all’Inter e piani saltati. Bisogna riconoscere…”
Hai una lazialità molto difficile da trovare in giro.
"Io ho l'abitudine di cercare di coinvolgermi negli ambienti in cui vivo. In alcuni mi sono affezionato tantissimo e sentito parte integrante, in altri un po' meno, ma la Lazio fa parte del primo gruppo. Per me è abbastanza normale sentirmi un laziale".
Lazio fuori dall'Europa per due anni di fila.
"Siamo in una fase in cui sarebbe importante fare bene in Italia, non possiamo fare voli pindarici. Bisogna ripartire da una stagione di alto livello in campionato, non c'è soluzione".
Il gruppo sarà ago della bilancia nella scelta sul futuro?
“Il gruppo ha qualità mentali, ma va innescata qualità tecnica. Qualcosa manca per essere competitivi con 5-6 squadre di alto livello”.
Preoccupato per la prossima partita?
"Ho sempre detto che l'obiettivo del girone di ritorno è fare 30 punti. Siamo a 26, per cui bisogna fare due risultati positivi. In questo momento i ragazzi sono distrutti, spero nel giro di 48 ore si ricominci ad avere una mentalità diversa. Perdere le finali fa male, ma fa parte del gioco. Abbiamo messo fuori dalla manifestazione squadre importanti, poi perdere con l'Inter che viene da due finali di Champions in tre anni, ci può stare. Il mio compito e di quelli che sono qui da più anni sia far capire agli altri cosa sia un derby".
Cosa rimane di questo cammino per il futuro?
"La squadra non è quella di inizio stagione. Chiaro che in questo momento, venendo da due sconfitte consecutive, qualche ripercussione c'è. Da tanto giochiamo in campionato senza un obiettivo di classifica, se non quelli che ci siamo dati da soli, per cui il percorso non è semplice. Tenere in tiro i ragazzi per gli ultimi 15 giorni nemmeno sarà semplice, ma dobbiamo farlo".
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