FC Inter 1908
I migliori video scelti dal nostro canale

primo piano

Esposito: “Lautaro cattiveria, Thuram velocità. Dzeko il preferito. All’Inter adesso non penso”

Esposito: “Lautaro cattiveria, Thuram velocità. Dzeko il preferito. All’Inter adesso non penso” - immagine 1
Il giovane attaccante di proprietà dell'Inter, oggi in prestito in Serie B allo Spezia, ha raccontato più di sé
Marco Macca Redattore 

Bella intervista, quella concessa da Francesco Pio Esposito a Sportweek, inserto de La Gazzetta dello Sport. Il giovane attaccante di proprietà dell'Inter, oggi in prestito in Serie B allo Spezia, ha raccontato più di sé, tra presente e futuro. Ecco le sue parole:

Pio Esposito

Qualcuno scrive Lewandowski e legge il tuo nome.

—  

«Ho saputo. Penso sia un paragone fantascientifico».

Una parola per definire il centravanti del Barcellona.

—  

«Classe».

Lautaro?

—  

«Pure due: forza e cattiveria».

Thuram?

—  

«Velocità».

Scamacca?

—  

«Potenza. Ma quello che mi piace di più è Dzeko, per la sua capacità di legare il gioco. Fa un lavoro clamoroso, credo che nessuno come lui sia importante per la squadra».


E tu come ti definiresti, dentro e fuori dal campo?

—  

«In campo sono un “9” a cui piace venire incontro e giocare coi compagni, per fare sponde e aprire loro gli spazi. Sono molto forte di testa e bravo nel proteggere palla, devo migliorare nella forza nelle gambe, nella

rapidità e nell’attacco alla profondità. Fuori, sono un tipo estroverso».

Salvatore è forte perché…

—  

«Perché ha personalità, carisma e perché in B “vede” il gioco come nessuno».

Sebastiano, che sta alla Samp, è forte perché…

—  

«Perché ha colpi da fuoriclasse e a 17 anni giocava in Champions con l’Inter».

Tu sei forte perché…

—  

«Perché sono calcisticamente intelligente».

Esposito: “Lautaro cattiveria, Thuram velocità. Dzeko il preferito. All’Inter adesso non penso”- immagine 3

E all’Inter come arrivate?

—  

«Successe dopo tre anni al Brescia, e so che non era la sola opportunità. Forse è statala prima società a parlare con papà, e lui ha voluto mantenere la parola data. Avevo 9 anni, e tutti i giorni facevo col pullmino avanti e indietro da Brescia. Ci mettevo un’ora e mezza ad arrivare al campo. Uscivo da scuola all’una e mezza, alle tre prendevo il pullman, alle cinque c’era allenamento, alle sette ripartivo, alle otto e mezza ero a casa e dovevo fare i compiti. Il giorno dopo uguale e il giorno dopo ancora. È stata dura. Mi ha tenuto su la passione, la voglia di arrivare al campo pensando che se mi fossi allenato a tutta il mister mi avrebbe convocato per la partita».

Ti vedono già nella Nazionale di Spalletti: il pensiero ti fa sudare freddo?

—  

«È il primo anno che gioco con i grandi e devo ancora dimostrare tutto. Conosco le mie qualità, ma non me la sento di farmi aspettative più grandi di me».

E ci pensi, all’Inter?

—  

«Guardare troppo lontano non è produttivo: se non ti concentri sul breve, come puoi arrivare agli obiettivi a lungo termine?».

I nerazzurri sono la squadra del cuore?

—  

«Ho sempre tifato per la Juve Stabia. Avevo lo stadio davanti casa. Impianto piccolo, curva bollente: una bella bolgia».

(Fonte: Sportweek)

tutte le notizie di

Se vuoi approfondire tutte le tematiche sul mondo Inter senza perdere alcun aggiornamento, rimani collegato con FC Inter 1908 per scoprire tutte le news di giornata sui nerazzurri in campionato e in Europa.