Ibrahimovic: “In un derby mandai Materazzi all’ospedale: aspettavo quel momento da…”

Ibrahimovic: “In un derby mandai Materazzi all’ospedale: aspettavo quel momento da…”

L’intervista dell’ex Inter e Milan ai microfoni di GQ

di Redazione1908

Zlatan Ibrahimovic ha ripercorso e raccontato a GQ la sua esperienza negli States con il Galaxy: “Ci sono arrivato in un momento di cambiamento personale. Mi ero fatto male con il Manchester United di Mourinho, avrei potuto giocare ancora con loro, ma mi serviva più tempo per essere al top. Quando è arrivata la possibilità di andare negli States mi sono detto che forse avevo bisogno di un fresh start. Non volevo deludere il mister”. Ma il calcio in America non è ancora lo sport principale, sono pochi gli studenti universitari che intraprendono quella carriera quando possono guadagnare decine di milioni di dollari negli altri sport (baseball, football, basket). Ibra non dimentica quindi il suo ex presidente nerazzurro: “Lì (in America) i padroni non hanno passione, per loro è solo business. Non come Moratti. Grande tifoso, lui lo faceva per vincere. Aveva cuore”.

L’avventura all’Inter e quell’episodio con Materazzi: “Dalla Juventus sono andato all’Inter dove ho avuto una grande responsabilità, perché volevano vincere e avevano bisogno del mio aiuto. Ho giocato con grandi compagni che mi hanno aiutato a farlo. La squadra era fortissima. Vuole che le dica una cosa che non ho mai raccontato a nessuno? Ero alla Juve e giocavo contro l’Inter. Materazzi mi fa un’entrata assassina e mi fa male. Come calciatore era cattivo. Ci sta, ma ci sono due modi per giocare da cattivo, uno è per farti male. Anche Maldini, per dire, giocava da cattivo, ma con un altro obiettivo. Quindi, era Juve-Inter 2006, dopo il fallo vado fuori un attimo per curarmi e Capello mi fa: “Ti cambio”. E io dico: “No, entro”. Volevo tornare in campo solo per ripagare Matrix, perché se uno mi fa una cosa così non mi passa più dalla mente. Ma dopo due minuti ho troppo dolore, non riesco a giocare. Poi vado all’Inter, al Barcellona, al Milan… Nella prima partita, il derby 2010-11, sono tutti contro di me. Va bene, questo mi carica. Però se non hai il controllo non va bene, perché perdi la testa e fai qualcosa di stupido. Arrivo al rigore, e chi mi ha fatto fallo? Materazzi. Doppio rigore, 1-0 Milan. Nel secondo tempo Matrix mi carica e gli faccio una mossa di Taekwondo. L’ho mandato in ospedale. Stankovic mi dice: “Perché lo hai fatto, Ibra?” E io gli rispondo: “Ho aspettato questo momento per quattro anni. Ecco perché”. E me ne sono andato. What goes around comes around. Poi il Milan ha vinto ed è stato un bel momento perché la vecchia società era grande”.

(GQ)

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