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Cottarelli: “InterSpac, sono sorpreso. Se Suning non volesse lavorare con noi…”

Alessandro Cosattini

Le parole del fondatore del progetto di azionariato popolare a calciotoday.it

Nuove parole su InterSpac. Carlo Cottarelli, fondatore del progetto di azionariato popolare, a calciotoday.it ha rilasciato un’intervista e aggiornato sulla situazione: “Non mi aspettavo un successo così grande, sono stato piacevolmente sorpreso da quante persone hanno risposto”.

Qual è il vostro obiettivo e perché l’Inter dovrebbe far spazio all’azionariato popolare?

“Noi crediamo che l’azionariato popolare sia una cosa che, oltre a essere bella e romantica, credo possa funzionare dal punto di vista economico Questo perché i soldi che vengono portati dai tifosi, rimpiazzano capitali a debito e fanno risparmiare il club sulle spese degli interessi. Solo soldi che potrebbero essere reinvestiti per rinforzare la squadra. È capitale stabile, consentono una pianificazione a medio termine, basta pensare alla possibilità di costruire o rinnovare lo stadio“.

Una mancanza di fiducia verso Suning con questa iniziativa?

“Siamo molto grati a Suning, ci ha riportati a vincere lo scudetto dopo 11 anni, non è cosa da poco. La società in questo momento ha qualche problema dal punto di vista finanziario. Si tratta di cercare di rinforzare la propria squadra lavorando insieme a Suning”.

Qual è stata la prima risposta del club di fronte al progetto?

“In questo momento gli abbiamo comunicato i risultati, abbiamo informato il club del progetto, ora vediamo se si può lavorare insieme”.

Se l’Inter dovesse rispondere negativamente?

“Abbiamo comunque un’idea di medio termine dell’azionariato popolare, andremo avanti con l’evento del 24 settembre a Milano, per l’Inter, ma come idea per il calcio italiano”.

Come si aderisce?

“In questo momento siamo in una fase esplorativa. Non si possono mettere soldi. Abbiamo solo chiesto, attraverso un questionario, la disponibilità ad investire nel club. Se poi arrivasse un accordo con l’Inter, o con qualche altro club che magari è interessato all’iniziativa, si passerebbe poi alla fase della raccolta dei fondi. Le modalità di raccolta dipenderanno dalle circostanze”.

La nostra opinione sul nuovo stadio?

“È prematuro prendere una posizione. È ovviamente importantissimo avere uno stadio moderno. Che sia un nuovo San Siro o l’attuale ristrutturato, questa è però una cosa che va ancora guardata da vicino“.