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Derby, il pronostico di Julio Cesar e Kakà. L’ex portiere poi racconta: “Mou mi ha insultato…”

Fonte: Globo Esporte

L'intervista congiunta rilasciata dai due ex giocatori a Globo Esporte

Gianni Pampinella

Idoli e campioni, ciascuno dalla propria parte. Julio Cesar e Kaká si sono incontrati di nuovo per un'intervista congiunta e hanno colto l'occasione per parlare del derby. Risate, battute e un pronostico, i due fanno subito una scommessa. L'ex portiere nerazzurro è sicuro: "2-0 per l'Inter". Di diverso avviso l'ex rossonero: "2-1 per il Milan".

JC: "Kakà scommette?".

K: "Io pago".

JC: "Va bene! Già parti sapendo di perdere: 'Io pago'".

K: "Io pago! Stai parlando di una scommessa. Se la metti così io dico che se perdo pago".

JC: "Dai dai, una cenetta in Brasile, a Lisbona o in qualsiasi altro posto nel mondo".

K: "Io e Julio, per chi non lo sapesse, stiamo facendo un corso UEFA e siamo compagni di classe. Il prossimo incontro probabilmente sarà a gennaio, quando lui mi pagherà questa scommessa".

Kakà racconta poi come veniva vissuta la vigilia del derby: "Ci concentravamo a Milanello. La sera c'era il biliardo e Dida giocava con Serginho. Noi assistevamo infastidendo con il tifo per uno o per l'altro. Restavamo lì per ore a divertici e a chiacchierare".

Julio Cesar svela un retroscena della stagione 2008/09: "Il Milan era il nostro avversario diretto per la vittoria del campionato. Pareggiò fuori casa con l'Udinese e io volevo andare in Piazza Duomo, la piazza più famosa di Milano, dove i tifosi vanno a festeggiare. Mourinho non voleva andare, l'ho seguito fino in camera sua e gli ho detto che se non fosse andato non avrebbe più vinto un titolo nella sua carriera. Si è alzato, mi ha insultato, ha organizzato velocemente due pullman e siamo andati in piazza a festeggiare. Vincemmo la partita 3-0".

L'ex portiere racconta poi un altro aneddoto, stavolta il protagonista è proprio Kakà: "Era sponsorizzato da Armani e c'era la prima proiezione di un film sponsorizzato proprio dallo stilista, se non sbaglio. Kakà mi invitò per assistere alla prima di questo film e io gli dissi: 'Non ho vestiti per assistere a questo tipo di eventi'. Lui mi disse: 'Non c'è problema, mettiti un vestito normale e andiamo. Lui arrivò a casa a prendermi e quando aprii la porta lui era in tiro e bellissimo. Io indossavo un giubbotto di Jeans, una maglietta e un jeans e un paio di scarpe da tennis orribili. Mi sono seduto vicino a Kakà e Armani e tutte le persone pensavano che fossi uno che lavorava per Kakà".

Getty Images

(Fonte: Globo Esporte. Traduzione: Alessandro De Felice)

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