Sosa: “L’Inter tornerà a vincere. Godin darà il suo contributo. Ecco com’era Conte in campo”

Sosa: “L’Inter tornerà a vincere. Godin darà il suo contributo. Ecco com’era Conte in campo”

L’ex centrocampista nerazzurro tocca diversi temi in una lunga intervista concessa a El Observador

di Gianni Pampinella

Poche ore al via e poi inizierà ufficialmente la stagione 2019/2020 della Serie A. Un campionato che punta a tornare protagonista con campioni di livello e tra di loro ci sarà anche Diego Godin. In una lunga intervista concessa al portale uruguaiano El Observador, Ruben Sosa parla così dell’arrivo del difensore all’Inter: “Diego ha una carriera spettacolare. Arriva in una squadra che per me è la numero uno in Italia e in Europa. Godin può aiutare l’Inter a vincere. Nonostante l’infortunio rimediato nel pre campionato, sarà in grado di dare il suo contributo con la sua esperienza come ha fatto nell’Atletico, è un capitano”. L’ex giocatore nerazzurro parla poi di Antonio Conte che lui conosce bene per averlo affrontato diverse volte in Serie A: “L’Inter ha bisogno di vincere, ha vinto in passato e tornerà a farlo, però deve puntare a qualcosa di importante. Deve tornare a vincere sia in Coppa Italia che in Campionato per tornare a essere protagonista. Conosco Conte perché ho giocato contro di lui. Era aggressivo, correva tanto e voleva sempre vincere. L’Inter punta su un allenatore che ha fatto bene ovunque, molto completo e intelligente. Quando giocava si vedeva già che sarebbe diventato un ottimo allenatore. L’Inter lo ha preso per ritornare a vincere”.

LA SERIE A E UN TUFFO NEL PASSATO – “Ricordo sempre che quando giocavo nell’Inter c’erano due partite che si dovevano vincere a tutti i costi altrimenti i tifosi ‘impazzivano’. Una era il derby contro il Milan e l’altra contro la Juve. Se non vincevi il Campionato ma durante la stagione vincevi queste partite, i tifosi impazzivano. Seguo sempre Inter e Lazio, le due squadre in cui ho giocato. Il prossimo mese andrò in Italia e passerò una settimana all’Inter e una alla Lazio, lo faccio perché sono stati due club che hanno creduto in me e voglio andare a salutarli. Sono arrivato nel campionato italiano nel 1988, nell’età dell’oro e ho giocato con i migliori fenomeni del calcio europeo. È stato difficile però giocare nel campionato italiano. Per avere un’idea. Hugo Sanchez in Spagna aveva segnato 35 gol, arrivato in Italia ne fece 15, è difficile giocare nella Serie A. Nonostante il calcio europeo stia cambiando e la Premier sia cresciuta, continuo a preferire la Serie A“.

(El Observador)

 

 

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