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Vessicchio: “Volevo difendere le donne, mi hanno licenziato. Contro Ronaldo dissi solo che…”

Redazione1908

Il telecronista finito nella bufera tenta una goffa difesa: "Ho sbagliato ma non sono sessista"

“Prego la regia di seguire l’assistente donna, è una cosa inguardabile. E’ uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro ed è una barzelletta della Federazione questa. Eccola, Annalisa Moccia di Nola, una cosa impresentabile per un campo di calcio”. Questa frase di Sergio Vessicchio, durante la telecronaca di Agropoli-Sant'Angelo, ha scatenato un putiferio e portato il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, a denunciare il giornalista, sospeso immediatamente dall'Ordine e licenziato da una tv dove lavorava.

Lo stesso Vessicchio ha provato a giustificarsi durante un'intervista a Il Fatto Quotidiano: "Ho chiesto e chiedo scusa, non sono sessista. Alle donne affiderei il mondo intero, gli arbitri donna sono migliori degli uomini”

L’Ordine dei Giornalisti della Campania l’ha sospesa immediatamente.

Immagino per un atto dovuto, sono finito in un tritacarne nelle ultime ore. Mi hanno messo in bocca parole che non ho mai detto.

Il filmato sembra chiaro e la voce è la sua.

Ho sbagliato ma non era quella la mia intenzione, per questo mi scuso. Volevo dire che nel Cilento e in Campania le arbitre donne vengono vessate. E’ uno schifo quello che si verifica, finiscono nel mirino tra offese, insulti, battutine e ingiurie dal momento in cui arrivano sul campo di calcio.

Mi sta dicendo che la sua voleva essere una denuncia a loro favore?

La guardalinee in questione è stata la migliore ieri. Il discorso andrebbe ampliato: perché la partita femminile di ieri Juventus-Fiorentina non l’hanno fatta arbitrare a una donna? Perché una donna non arbitra a livello nazionale? La prima discriminazione la fanno loro, non le fanno arrivare ai vertici. Se lei viene in Cilento si accorgerà di dove si spogliano e dell’assenza di strutture adatte.

Il presidente dell’Aia Marcello Nicchi si è detto sconcertato e ha annunciato che procederà per vie legali.

Alla Federazione non chiedo scusa, per me Nicchi si dovrebbe dimettere. Gravina (presidente della Figc, ndr) dovrebbe prendere una posizione. Gli uomini non devono arbitrare le donne e le donne non devono arbitrare gli uomini.

Come ha reagito la sua emittente, CanaleCinqueTv, che ha trasmesso la discussa telecronaca?

Ha stigmatizzato le mie parole mentre Telecolore, altra tv con cui collaboro da dodici anni, mi ha licenziato questa mattina. Ho ricevuto molti insulti, stanno tutti strumentalizzando le mie parole. Non è una questione di sessismo o di razzismo, ho scritto un libro sull’integrazione tunisina ad Agropoli. Ho una sensibilità enorme, ho detto quelle cose perché l’Agropoli viene vessato da due anni circa da arbitri maschi. La Federazione è uno schifo.

Lo scorso anno era finito nel mirino per una frase sull’ex interista Luis Nazario Ronaldo: “Un cesso che va a trans”. Una frase piuttosto dura.

E’ vero sono un pochino duretto, voi del Fatto Quotidiano siete insegnanti su questo. O mi sbaglio?

Si sbaglia, qui parliamo di insulti.

A Ronaldo avevo detto soltanto che era un chiattone che va a trans.

Di Federico Ruffo, giornalista di Report, ha detto che è un comunista e in quanto tale non credibile, riferendosi all’inchiesta sulla Juventus.

Confermo, ha fatto deragliare una inchiesta che poteva portare lontano indirizzandola verso la Juventus. Il problema delle curve è un problema che riguarda tutti.

Nella sua foto profilo su Twitter compare dietro Luciano Moggi, lei è un tifoso bianconero?

Sì.