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Zazzaroni: “Ecco la differenza più evidente tra Juve e Inter. La guardia è diventata ladro e…”

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Il giornalista commenta la vittoria della Juve sul campo del Lecce e torna sulla lotta scudetto tra i bianconeri e l'Inter

 

Nel suo editoriale sulle pagine del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni commenta la vittoria della Juve sul campo del Lecce e torna sulla lotta scudetto tra i bianconeri e l'Inter. "Onorando la battuta di Allegri, ieri la guardia è diventata ladro e il ladro è retrocesso temporaneamente a guardia e, insomma, anche dopo Lecce la corsa scudetto conserva la sua bella vivacità, pur se le parti si sono invertite per l’assenza dell’ex ladro che adesso è guardia e prima di mettersi a rincorrere il fuggitivo deve risolvere una questioncina a Riyad. Per la Juve la vittoria di Lecce è risultata abbastanza faticosa: merito soprattutto della squadra di D’Aversa che in casa è capace di mettere in difficoltà avversari più dotati e per oltre un’ora non si è limitata a resistere".

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"Miretti è un po’ l’immagine della Juve di Allegri, una squadra dall’identità sempre più definita e chiara. La differenza più evidente tra la Juve e l’Inter? L’Inter gioca a calcio, la Juve lavora. È questa l’impressione che ricavo spesso, assistendo alle partite delle prime due in classifica. Alla circolarità dell’azione di Calhanoglu, Mkhitaryan e Barella la Juve contrappone l’impegno e la determinazione di Locatelli, Miretti e McKennie. E, quando è in campo, la qualità e l’impronta di Rabiot". 


 

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"Anche nella ricerca della verticalità l’Inter sembra più facilitata e non solo dalle caratteristiche dei vari Dumfries, Dimarco, Darmian e Carlos Augusto: tutto le riesce più semplice, naturale. La fatica, la garra, per non dire la concentrazione, è invece l’elemento distintivo della squadra di Allegri. In sostanza l’ultima Inter sembra non avere neppure un baricentro (tanto è perfetta e duttile), punto d’equilibrio costantemente rinnovato sul quale invece Max poggia tutta la manovra". 

 

(Corriere dello Sport)

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