Ziliani: “Puzzle Juve nei posti di potere è completo. Incredibile il come sia stata scelta la Colombari”

Paolo Ziliani racconta del vertice a tre, presente un rappresentante della Juve, per eleggere Martina Colombari

di Redazione1908

Paolo Ziliani, nella sua rubrica per Il Fatto Quotidiano, commenta così la scelta di eleggere Martina Colombari come presidente del calcio femminile. La scelta è arrivata al termine di un vertice in cui è stata protagonista…la Juventus: “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, cantava De Gregori a Nino che aveva paura di sbagliare un calcio di rigore. E chissà, forse non è da particolari come questo, l’idea di eleggere Martina Colombari, 43 anni, ex Miss Italia 1991, presidente del calcio femminile, che si giudica un movimento come quello del pallone italico. E però, i particolari cominciano a essere tanti; così tanti da diventare indizi, per non dire prove. Tessere di un puzzle che va sempre più chiaramente componendosi anche se tutti fingono di non vedere: il puzzle del “Condominio Juventus”.

LA SCELTA DELLA COLOMBARI – “Domanda: sapete come il calcio italiano, quello che negli ultimi anni ha allungato i suoi tentacoli piazzando Andrea Agnelli, presidente Juve, a capo dell’Eca (la confraternita dei grandi club europei), Evelina Christillin, pupilla della Real Casa, nel Consiglio Fifa, Michele Uva, direttore generale Figc nonché strenuo difensore di Agnelli nell’inchiesta Juve-‘ndrangheta, vice presidente Uefa e Roberto Rosetti, ex arbitro torinese, presidente della Commissione arbitri Uefa, sapete –dicevamo –come si è giunti alla candidatura di Martina Colombari, moglie di Alessandro Costacurta sub commissario Figc e opinionista Sky? È la Gazzetta a raccontarcelo. “La scelta – trascriviamo testualmente – è ricaduta sulla Colombari al termine di un vertice tra il direttore generale della Figc, Michele Uva, il responsabile dei settori giovanile e femminile della Juventus Stefano Braghin, e Alessandro Costacurta, che della Colombari è marito da 14 anni”. AVETE CAPITO BENE: occorre eleggere il presidente del calcio femminile e due alti rappresentanti federali si riuniscono col tecnico della Juves donne (chissà perchè non del Tavagnacco o dell’orobica Bergamo) e decidono che nessuno è meglio della moglie del subcommissario: quello che in tv, a dispetto del suo passato milanista è riuscito ne ll’impresa di dire che “Pjanic e Matuidi sono il miglior centrocampo del mondo”, e pazienza se al Real giocano Modric, Kroos e Casemiro, l’importante è compiacere gli amministratori del Condominio”.

L’ALTERNATIVA? SEMPRE JUVENTINA“Per la cronaca: l’assemblea elettiva prevista per domani a Cremona è stata rinviata. Che qualcuno voglia ribellarsi? Voi direte: dopo la D’Amico che intervista Buffon, con Costacurta che sistema la moglie a capo del calcio femminile si è superato il limite, ormai Federazione e Juve sono diventate una cosa sola, due cuori e una capanna che fanno e disfano, eleggono Rosetti e silurano Collina e insediano in ruoli apicali i propri congiunti, meglio se simpatizzanti- Juve come da sempre lo è la bella Martina. Beh, siete maliziosi. Perché nel vertice a tre, onde evitare di essere accusati di partigianeria, i nostri eroi hanno individuato una candidatura alternativa a prova di bomba (e di critiche): quella di Walter Veltroni, l’ex segretario Pd, tifosissimo bianconero, che ha curato la mostra “Black and White Time: 120 anni di Juventus” tenuta al J-Museum dell’Allianz Stadium a Torino. Insomma: con una bella mano di vernice bianca e nera il calcio italiano sta portando a termine il suo processo di ristrutturazione. Tra poco, quando giocherà la nazionale l’inno di Mameli sarà sostituito dall’inno “Juve, storia di un grande amore” e tutti diranno che si tratta di cosa buona e giusta. Il calcio è finito, andate in pace. Amen”.

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