Anche dopo il rigore di Calhanoglu, bravo a impedire con coraggio quella che sarebbe sembrata una maledizione contro gli azzurri. Nella stessa porta della scorsa stagione, praticamente nello stesso momento della partita: gli è bastato cambiare angolo per tornare a fare il suo dovere da cecchino. In quel momento una squadra già realmente pronta a far suo il campionato avrebbe evitato in qualsiasi modo il gol del pareggio. Cosa che l’Inter non è riuscita a fare, a conferma che non sia ancora giunta a quel livello lì del suo percorso. Che rimane confortante, considerando le premesse di inizio stagione. Ma la meta non è ancora a portata di mano.
In quella direzione bisognerà fare un ulteriore sforzo. Confortati dalla classifica che sorride, anche più di quanto si potesse immaginare a inizio stagione. Il tifoso nerazzurro magari avrà storto il naso, ma non tanto quanto dopo lo stesso risultato maturato al Maradona nel match di ritorno dello scorso anno. L'1-1 di ieri si può guardare da un'altra prospettiva: l'Inter sa dove vuole arrivare e, pur consapevole dei limiti da dover superare, ha margini che sembra in grado di aggredire.
Le prossime gare potrebbero regalare un tesoretto di punti che va cercato a tutti i costi. Per provare ad allungare rispetto a un Napoli che sarà stato anche bravo a riprenderla, ma che ha avuto seriamente paura di non farcela. Anche a esorcizzarlo quello stato d'animo è servita la scena per nulla edificante di Conte sul rigore netto assegnato ai nerazzurri. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Chivu avrà di certo da imparare tanto da un allenatore più esperto e vincente. Ma non proprio tutto tutto, per carità.
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