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Inter, impedire una maledizione non è bastato: come si spiega il pareggio col Napoli

Inter Napoli analisi
L'analisi di Fcinter1908.it dopo il 2-2 maturato ieri al Meazza tra i nerazzurri e la squadra di Antonio Conte
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 

L’amaro in bocca dell'ambiente nerazzurro è perlopiù per quell’ultimo spezzone di gara. Nell’azione che ha incastrato il desiderio dell’Inter di strappare verso l’alto, dopo essersi ritrovata per la seconda volta davanti al Napoli. La strada sembrava ormai spianata. Invece la squadra di Chivu, che giustamente sottolinea il percorso fatto finora, è inciampata nuovamente. Costretta a fare i conti con ciò che vorrebbe essere, e magari diventerà, ma che ancora non è. L'ennesimo scontro diretto che scivola via così è una cartolina che i nerazzurri avrebbero voluto inserire nell'albume dei ricordi, ma che dovranno invece ancora una volta stracciare.

L’ingresso in campo era sembrato un copia-incolla di quanto accaduto contro il Bologna. L’Inter aveva dato subito la sensazione di voler regolare un conto in sospeso. Il ricordo dell’andata evidentemente ha accompagnato per tutto questo tempo la squadra di Chivu, che non cercava altro che una vendetta sportiva. L’aveva anche incanalata, con un jolly pescato subito da Dimarco, abile a sfruttare il grande lavoro in pressione di Zielinski. Si è fatta poi riprendere l’Inter, non una, ma ben due volte.


Inter, impedire una maledizione non è bastato: come si spiega il pareggio col Napoli- immagine 2

Anche dopo il rigore di Calhanoglu, bravo a impedire con coraggio quella che sarebbe sembrata una maledizione contro gli azzurri. Nella stessa porta della scorsa stagione, praticamente nello stesso momento della partita: gli è bastato cambiare angolo per tornare a fare il suo dovere da cecchino. In quel momento una squadra già realmente pronta a far suo il campionato avrebbe evitato in qualsiasi modo il gol del pareggio. Cosa che l’Inter non è riuscita a fare, a conferma che non sia ancora giunta a quel livello lì del suo percorso. Che rimane confortante, considerando le premesse di inizio stagione. Ma la meta non è ancora a portata di mano.

In quella direzione bisognerà fare un ulteriore sforzo. Confortati dalla classifica che sorride, anche più di quanto si potesse immaginare a inizio stagione. Il tifoso nerazzurro magari avrà storto il naso, ma non tanto quanto dopo lo stesso risultato maturato al Maradona nel match di ritorno dello scorso anno. L'1-1 di ieri si può guardare da un'altra prospettiva: l'Inter sa dove vuole arrivare e, pur consapevole dei limiti da dover superare, ha margini che sembra in grado di aggredire.

Le prossime gare potrebbero regalare un tesoretto di punti che va cercato a tutti i costi. Per provare ad allungare rispetto a un Napoli che sarà stato anche bravo a riprenderla, ma che ha avuto seriamente paura di non farcela. Anche a esorcizzarlo quello stato d'animo è servita la scena per nulla edificante di Conte sul rigore netto assegnato ai nerazzurri. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Chivu avrà di certo da imparare tanto da un allenatore più esperto e vincente. Ma non proprio tutto tutto, per carità.