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Adani: “Italia, così si ridiventa grandi. C’è sempre una via d’uscita. Sappiamo che…”
Giovedì l'Italia di Rino Gattuso affronterà l'Irlanda del Nord nel playoff Mondiale. Superato questo ostacolo, martedì gli azzurri affronterebbero la seconda avversaria, in trasferta, uscita dalla vincente dello spareggio tra Galles e Bosnia Erzegovina. Dalle colonne del Corriere della Sera, Lele Adani analizza il momento del movimento calcistico italiano.
"Sta per iniziare la settimana più importante della nostra storia calcistica. Almeno di quella recente. L’Italia gioca gli spareggi per entrare nel Mondiale da cui manchiamo da due edizioni. Un’enormità. Non possiamo permetterci di diventare definitivamente periferia del Mondo. Ogni momento di difficoltà, e il calcio italiano vive probabilmente quello di maggiore crisi della sua secolare storia, offre sempre l’opportunità di crescita: c’è sempre una via d’uscita e bisogna saperla cogliere. Lo sappiamo che si doveva fare tutto meglio, ma oggi, in questa settimana che arriva, questo non conta più. Conta oggi l’ispirazione del gruppo azzurro".
"Conta la motivazione da attivare, conta la corsa in più per il compagno, conta lo sguardo volto al bene, conta la fame. Rino Gattuso è stato chiamato per questo compito, riportarci al Mondiale. Il suo esempio di determinazione, riconosciutagli da ogni compagno e avversario in carriera, deve scuotere i convocati, tutti i convocati. Il momento è delicato. Rino aveva probabilmente scelto di far tornare in gruppo Marco Verratti perché ha sempre abitato l’ élite del calcio. Come accadde in passato con Bearzot, ha pescato anche un nome giovane che con la spensieratezza dell’età potrebbe dare una grande mano (Pisilli è già il leader tecnico dell’Under 21 di Silvio Baldini). Si sta sperimentando ogni via possibile, con lo scrupolo di chi sa cosa stiamo vivendo, di quali sono i rischi, di quanto pesa la responsabilità in questo momento".
"Perché Gattuso è un uomo serio, prima che un professionista preparato, e in lui, e nel supporto di Gigi Buffon, dobbiamo confidare. Vietato essere superficiali, dentro e attorno alla Figc. Rino e Gigi dovranno trovare le parole che sono mancate ad altri, quelle giuste per scendere in campo in questi spareggi. Parole che reclamano l’orgoglio di rappresentare un movimento e un Paese che, tra mille contraddizioni, ha contribuito a scrivere la storia del gioco. Parole che chiedono a tutti di immaginarsi migliori e di pretendere di più da se stessi. Così si ridiventa grandi. Tutti sappiamo che l’Italia è anche qualcosa che per molto tempo non abbiamo visto. Ritroviamola. E guardiamo diversamente al futuro".
(Corriere della Sera)
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