Tralasciando qualche decisione arbitrale quanto meno dubbia, l'Inter non è riuscita ad avere la meglio sull'Atalanta anche per la scarsa brillantezza generale e per qualche errore di troppo sotto porta. Tra i protagonisti in negativo della sfida contro i bergamaschi c'è anche Ange-Yoan Bonny, entrato nella ripresa al posto di Pio Esposito e ancora una volta mai incisivo. Uno che, dopo un brillante inizio di avventura in nerazzurro, sta attraversando un periodo decisamente opaco.

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Bonny, non è questo l’atteggiamento giusto: serve altro per meritarsi l’Inter
Atteggiamento sbagliato
—Un calo nei numeri e nelle prestazioni, a 22 anni e alla prima stagione con la maglia dell'Inter, poteva essere comprensibile, forse addirittura preventivabile. Quello che non è accettabile, invece, è l'atteggiamento visto nelle ultime apparizioni: abulico, poco cattivo, spesso individualista, a tratti persino irritante. Il suo 2026 è stato fin qui avaro di soddisfazioni: l'ultimo gol risale al 4 febbraio in Coppa Italia contro il Torino, in campionato non segna da due mesi, dal successo per 6-2 contro il Pisa, e prima ancora non festeggiava da novembre. Un rendimento che lo ha fatto scivolare in fondo alle gerarchie dell'attacco interista, scavalcato anche da Pio Esposito.
C'è bisogno di tutti
—Tra l'eliminazione dalla Champions League e la sconfitta nel derby, tra il clima tutt'altro che sereno a livello arbitrale e gli infortuni di parecchi elementi cardine, l'Inter non sta di sicuro vivendo il momento migliore della sua stagione. Il vantaggio in classifica in campionato rimane, ma sullo sfondo cominciano a palesarsi alcuni fantasmi poco rassicuranti. Per questo motivo c'è da riprendere quanto prima la marcia e ritrovare brillantezza fisica, e per farlo c'è bisogno di tutti. Anche delle cosidette seconde linee, anche di chi non è abituato a lottare per certi traguardi. Ed è ora che Bonny deve dimostrare di meritarsi la maglia nerazzurra.
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