Graziano Cesari, intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset, ha commentato la notizia dell'avviso di garanzia al responsabile dei designatori Gianluca Rocchi e analizzato la gestione del VAR da parte della classe arbitrale:

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Cesari: “Rocchi? Io deluso e ferito. Da Open VAR disinformazione. E faccio una domanda”
"Non sono solo deluso, sono arrabbiato, amareggiato, stizzito, non mi aspettavo questa notizia. Già è stato un anno orribile per l'attività arbitrale, tra designazioni e situazioni sul terreno di gioco. Aggiungere questo mi ha colpito ma soprattutto ferito moltissimo. Sicuramente c'è un'incapacità di gestire il VAR, quando è arrivato pensavamo ci sarebbe stata più trasparenza ed equità e invece non è stato assolutamente così, specialmente in Italia e non certamente nel mondo, questo mi ha ferito profondamente.
Nella lettura delle immagini uno può sbagliare, o arrivano immagini incomplete ma ho parlato anche di sudditanza psicologica se c'è un arbitro big in campo e uno giovane al VAR. Oggi improvvisamente, stando a quello che è l'indagine attuale, scopro che ci sono 6 persone tra arbitro e VAR e c'è bisogno anche del gobbo, del suggeritore? E no eh"
"La cosa che mi sorprende di più è l'incapacità di lettura delle immagini di fronte ad immagini molto semplici. Ho arbitrato per 28 anni e so quanto è difficile farlo dal campo, specialmente nei momenti concitati, ma riuscire a non essere coesi mi dispiace moltissimo. Quest'anno posso dire che Open VAR non è stata un'informazione per il pubblico ma disinformazione, tanti episodi giudicati in modo diverso. Nata per spiegare al pubblico perché il regolamento deve essere applicato in un certo modo, è successo di tutto. E vi lascio con una domanda: chi designa ora?"
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