Il nuovo corso nerazzurro passa anche — e soprattutto — dal lavoro quotidiano. Ne è certa la Gazzetta dello Sport, che ha proposto un focus

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Il nuovo corso nerazzurro passa anche — e soprattutto — dal lavoro quotidiano. Ne è certa la Gazzetta dello Sport, che ha proposto un focus sui nuovi allenamenti di Cristian Chivu. È lì, sul campo di Appiano, che si vede la vera differenza rispetto al passato. Le sedute sono diventate più lunghe, toccano le due ore (quasi il doppio rispetto al passato), e si svolgono a un’intensità superiore, con esercizi che cambiano spesso per mantenere alta la concentrazione.

Non si tratta solo di fatica, ma di metodo. Ogni giornata è scandita da momenti in palestra e lavori di prevenzione, prima e dopo l’allenamento, per limitare al minimo gli infortuni. Finora le noie maggiori sono arrivate dal bicipite femorale di Thuram, che continua a dare qualche fastidio, mentre Lautaro gestisce con attenzione la sua schiena.

Inter

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A guidare questa nuova impostazione c’è Rapetti, uomo di fiducia e già protagonista nell’Inter del Triplete. Tornato dopo l’esperienza con Mourinho, il preparatore ha riportato una cultura del lavoro ferrea, fatta di ritmo, cura del dettaglio e sacrificio.

Chivu, dal canto suo, prosegue con la filosofia delle rotazioni: una scelta utile per evitare sovraccarichi e per tenere tutti sul pezzo. La concorrenza interna è alta e serve a tenere viva la fame del gruppo, anche quando gli animi si accendono, come nel caso di Dumfries.

Inter Chivu
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I segnali, comunque, sono incoraggianti. Lautaro e Dimarco mostrano volti più scavati e gambe pesanti, segno di un lavoro profondo. La strada è tracciata: nessuna rivoluzione nasce senza fatica, e l’Inter lo sa bene.

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