Nella semifinale di andata di Coppa Italia tra Como e Inter al Sinigaglia a vincere è stata la noia. Entrambe le squadre hanno pensato più a difendere che ad attaccare, risultato? Pochissime occasioni ed estremo tatticismo.

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Como-Inter, sorride di più Chivu. Il pensiero era al Milan. C’è da immaginare che domenica…
"Il Como ha incartato l'attacco dell'Inter, ma non è riuscito a sfruttare la superiorità manifestata nel primo tempo. E così, dopo una ripresa senza emozioni (e con melina finale), il risultato è rimasto bloccato, rinviando ogni discorso per la finale di Coppa Italia a San Siro, a fine aprile. Sorride di più Chivu, che ha cambiato ben 10 uomini rispetto al match con il Genoa, schierando non più di 3-4 titolari che lo saranno anche domenica nel derby", sottolinea il Corriere dello Sport.
"E forse proprio il pensiero del Milan ha condizionato l'atteggiamento di un'Inter troppo passiva, che ha sofferto il pressing alto del Como e che non ha prodotto alcuna occasione, al di là dell'estemporaneo palo di Darmian a inizio ripresa. Non ha funzionato Esposito come punta unica, anche perché non ha avuto il sostegno previsto da Frattesi e Diouf. E nulla è cambiato con Thuram là davanti".
"Il Como è stato aggressivo, ha alzato il ritmo sin dal fischio d'inizio. Ma, come spesso gli capita, ha pagato gli sforzi nella seconda parte, con cambi troppo tardivi. Dopo l'intervallo, infatti, non è più riuscito a costruire le combinazioni ficcanti dei primi 45'. E così l'Inter ha potuto addormentare il gioco, ottenendo probabilmente quello che desiderava. Certo servirà altro contro il Diavolo, ma c'è da immaginare che domenica i nerazzurri saranno molto diversi. E non solo negli uomini".
(Corriere dello Sport)
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