Paolo Condò, dalle colonne del Corriere della Sera, ha analizzato il campionato di Serie A al termine del girone di andata: "Ora che il fumo degli asterischi si è dissolto, il panorama della serie A rivela tutta la sua biodiversità rispetto agli altri grandi campionati. Tra l'Inter prima e la Roma quinta (per differenza reti) ci sono 7 punti di distanza. In Francia fra prima e quinta ne corrono 10. In Spagna 15. In Inghilterra 16. In Germania 17. Il bilancio del girone d'andata plus, nel senso che i recuperi hanno riallineato tutti a 20 partite (e non 19), racconta una competizione marchiata dal gioco dell'Inter ma non a fuoco, col Milan dotato di una superiore capacità di sopravvivenza e di lettura delle partite difficili.

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Condò: “Inter e Milan, sarà un lungo slalom parallelo fino al traguardo”
Di Napoli ne abbiamo visti due, perché gli infortuni hanno costretto Conte a rimodellare la squadra in corsa con cambiamenti profondi, e comunque il primo trofeo stagionale — la Supercoppa — se l'è portato a casa lui. La Juventus è stata letteralmente trasformata da Spalletti, che a onor del vero quando la raccolse anticipò la sua fiducia nel poter rientrare in zona scudetto, e la Roma — brava fin qui a tesaurizzare la miglior difesa — sta ingaggiando gli attaccanti per puntare più in alto. Quest'anno più che mai sarebbe necessario il quinto posto Champions, perché è dura immaginare fuori una di queste cinque".
"L'8 marzo Milan e Inter regoleranno i loro conti nel derby di ritorno, e da lì in poi sarà un lungo slalom parallelo fino al traguardo. Ci crediamo? Sì per quanto riguarda le protagoniste, perché l'Inter ha qualcosa in più ma il Milan dalle 3 alle 15 partite in meno; ni sul duello esclusivo, perché almeno a Napoli e Juve non manca la struttura per correre forte. I prossimi turni sono favorevoli all'Inter, implacabile con le squadre di seconda fascia, ma la corrispondenza con due impegni europei terribili come Arsenal e Dortmund consiglia prudenza. [...] L'Inter è migliorata con l'avvicendamento fra Pavard e Akanji, e poco altro a livello di primi undici (poi però c'è Pio Esposito)".
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