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De Siervo: “Pirateria? Chiederemo mille euro a tutti quegli utenti che…”

Matteo Pifferi Redattore 
"C’è ancora l’illusione di essere invisibili, ma ogni violazione digitale lascia tracce precise e indelebili", aggiunge De Siervo

L'Amministratore Delegato della Lega Calcio Serie A, Luigi De Siervo, ha rilasciato un'intervista al Sole 24 Ore, approfondendo il tema della pirateria a seguito della multa inflitta dall'AGCOM di 14 mln a Cloudfare, azienda americana sanzionata per le reiterate violazioni delle norme per la tutela del diritto d'autore online.

«Ho visto solo molta aggressività e un senso di superiorità rispetto a un sistema di regole europee. Nessuna azienda può pensare di essere al di sopra delle leggi». Per l’ad della Serie A il tema non è tecnico, ma di responsabilità. «Quando si parla di infrastrutture digitali si tende a confondere il ruolo neutrale della tecnologia con l’uso che se ne fa. Qui non si chiede a nessuno di censurare contenuti, ma semplicemente di impedire che determinate infrastrutture tecniche siano utilizzate per consentire o facilitare attività illegali». E sulle minacce di Cloudflare è netto: «Evocare ritorsioni o vendette non aiuta il confronto, anzi dà la misura di un approccio arrogante».

De Siervo parla poi anche di pirateria: «La pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità». E aggiunge: «Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile. Serve però collaborazione. Stiamo inviando oltre duemila lettere in cui chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali.

Lo riteniamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie. C’è ancora l’illusione di essere invisibili, ma ogni violazione digitale lascia tracce precise e indelebili. Ma invece anche a distanza di anni, quelle tracce possono essere ricostruite e portare a una sanzione».