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Getty Images
Grazie a un super gol del solito Dimarco e al rigore trasformato da Calhanolgu, l'Inter ha centrato l'ottava vittoria consecutiva in campionato. Genoa battuto e adesso testa alla semifinale di Coppa Italia col Como. "Cristian Chivu non ama i confronti fra calciatori. Tanto più quando il termine di paragone è il suo ex compagno Francesco Totti, «un giocatore unico». Ma vedendo il gol di Dimarco che ha steso il Genoa, avvicinando l'Inter allo scudetto, è impossibile non pensare a quello leggendario del capitano della Roma alla Samp nel 2006 (Chivu era in campo)", si legge su Repubblica.
"La difficoltà tecnica non è la stessa, eppure lo ricorda, in sedicesimi: assist pennellato di Mkhitaryan e collo esterno sinistro al volo da posizione defilata. Un gesto sontuoso, per una rete dal peso specifico enorme. Con quella rete contro le leggi della fisica, Dimarco ha tolto se stesso e i compagni da una posizione scomoda. Tornavano a San Siro per la prima volta dopo la sconfitta contro il Bodø nel ritorno del play-off di Champions League, senza Lautaro e con Dumfries ancora in cerca della forma, ed era chiamata a dimostrare di non avere perso tocco".
"Per l'Inter, che ha salutato in malo modo l'Europa, resta intatta la possibilità di vincere i due trofei nazionali. Martedì a Como giocherà l'andata della semifinale di Coppa Italia. Poi, con il derby, comincerà la conta dei punti che la separano dal ventunesimo scudetto. Superata la sfida con il Milan, mancheranno dieci partite. Poche in generale. Pochissime, se l'Inter dovesse mantenere questo passo. Meglio, a questo punto della stagione, i nerazzurri avevano fatto solo nel 2006/2007 e due stagioni fa, quella della seconda stella".
(Repubblica)
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