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Quell'abbraccio tra Pio Esposito e Chivu dopo il gol, vale più di mille parole. Primo perché è stata la rete che ha permesso all'Inter di battere il Lecce e allungare sul Napoli. Ma soprattutto è stato l'abbraccio tra due persone cresciute insieme calcisticamente.
"Anagraficamente potrebbe essere suo padre. Dal punto di vista del calcio, lo è. Per questo, in quell’abbraccio di Cristian Chivu a Pio Esposito, che gli ha regalato la vittoria sul Lecce e la prima mini-fuga di questo campionato, c’è così tanto. La vita di due uomini, entrambi in divenire. Cristian ha contribuito a rendere Pio il calciatore che è. Pio, a suon di gol, ha aiutato Cristian ad arrivare a un passo dall’Olimpo degli allenatori del calcio italiano. Anche per questo Chivu, quando le cose contro la squadra di Di Francesco si sono messe male, ha deciso di lanciare il gigante ventenne", sottolinea Repubblica.
"Un rapporto fatto di poche parole e fiducia reciproca. Il gol al Lecce è già entrato nella sua personale classifica emotiva. Numeri e dati rafforzano la sensazione: Opta sottolinea come solo il classe 2006 Said El Mala del Colonia – con 4 gol e 2 assist – sia più giovane di Pio Esposito tra i giocatori con più di una rete segnata e più di un assist fornito dalla panchina nei maggiori cinque campionati europei in corso".
"L’Inter è un ambiente che non concede tregua, soprattutto ai più giovani. Chivu lo sa bene: “Poca pazienza con i giovani? Non capisco la domanda. Io ho lavorato sei anni nel settore giovanile, a San Siro c’è pressione, la pressione viene anche da fuori… I giovani hanno bisogno di tempo ma la squadra ha voglia di essere dominante. Ma a volte bisogna anche avere un po’ di pazienza”. È in questo equilibrio sottile che Pio sta trovando spazio, senza bruciare tappe ma senza nemmeno perdere un’occasione". Chivu ha insistito su un concetto chiave: “Pio è Pio, oggi ha fatto gol da tre punti ma ogni volta che è entrato è stato importante”. Parole che raccontano un attaccante già dentro il sistema, utile anche quando non segna, capace di “fare sportellate” e di aprire spazi. Qualità di cui difficilmente vorrà privarsi il ct Rino Gattuso per i prossimi impegni della Nazionale".
(Repubblica)
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