Intervistato da Dazn, l'ex difensore dell'Inter ha affrontato il tema relativo al ritiro dal calcio giocato

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VIDEO / Inter, Vanheusden è pronto: "Eccomi qui, più forte che mai per..."

Dopo anni di difficoltà, Zinho Vanheusden aveva scelto di ripartire dalla terza divisione spagnola, al Marbella. Sperava di ritrovare la sua passione per il calcio, lontano dalla pressione mediatica. Quella speranza è durata poco: alla terza giornata, il suo ginocchio ha ceduto per l'ennesima volta.

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"Sono andato al Marbella perché volevo stare da solo con la mia famiglia, lontano da tutto e da tutti, per godermi il calcio. Tutto stava andando bene finché il ginocchio non si è rotto di nuovo. Ho capito subito che si trattava del legamento crociato. In quel momento, ho deciso che era finita", racconta l'ex difensore dell'Inter a Dazn.

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"Ho preso il telefono del fisioterapista e ho chiamato mia moglie. Le ho detto che era finita. Non vedevo altra via d'uscita. È diventata una battaglia che non potevo vincere. Fisicamente, il mio corpo mi implorava di smettere da anni. Mentalmente, volevo continuare, perché il calcio è l'amore della mia vita. Sono cresciuto con l'idea che se lavori duro, alla fine tutto si risolverà. Cadi, rialzati e continua ad andare avanti. Ma tutti hanno un limite. E a un certo punto, ho raggiunto il mio. Avevo già pensato di smettere, ma me lo sono detto per avere una via d'uscita. In realtà, ho sempre voluto continuare".

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