Sono affermazioni che negli anni - secondo una precisissima e chirurgica strategia - hanno cercato di restituire una versione di realtà alterata nella quale ancora milioni di tifosi bianconeri si cullano beatamente.
L'educazione di Gianfelice è encomiabile. Mentre Giletti sbraita e butta nella discussione diventata ormai da bar becero altri fatti, altre cose, scudetto e prescrizione - peggio di un tifoso qualunque - Gianfelice fa l'unica cosa che gli interessa da sempre. Difende la memoria del suo papà non solo perché lui era il suo papà. In un paese che osi definirsi anche lontanamente civile non si possono processare le persone che sono venute a mancare perché queste persone non si possono difendere.
E il diritto alla difesa è sancito dalla nostra Costituzione dall’articolo 24 che lo definisce inviolabile in ogni stato e grado di un procedimento. L'unica cosa reale è che la relazione Palazzi, dal punto di vista giuridico, per quel che riguarda Giacinto Facchetti vale zero.
E continuerà a valere zero anche se in qualche sede ci sarà ancora qualcuno che sbraiterà e coprirà le voci di chi è dalla parte della ragione e proprio per questo non ha bisogno di sbraitare. Non essere quella roba lì rimane, nei secoli dei secoli, ancora una confortante certezza.
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