Ancora, mille anni dopo quanto accertato in sede penale in merito all'associazione a delinquere, ci tocca sentire queste cose
Deve alzare la voce, Giletti, per cercare di avere presa con una serie di affermazioni totalmente sbagliate su Calciopoli. Lo ha fatto a Il Processo al 90', trasmissione alla quale è stato invitato a intervenire anche Gianfelice Facchetti. C'è un'affermazione gravissima che il conduttore pronuncia con grande convinzione. "Secondo Palazzi anche tuo padre (Giacinto Facchetti, ndr) faceva parte dell'associazione a delinquere", scandisce Giletti rivolgendosi proprio a Gianfelice.
Ancora, mille anni dopo quanto accertato in sede penale in merito all'associazione a delinquere che per anni ha mosso i fili del campionato e della quale facevano parte alcuni dirigenti della Juventus e non di certo Giacinto Facchetti, ci tocca sentire queste cose. Queste non sono affermazioni a caso, non lo sono mai state.
Sono affermazioni che negli anni - secondo una precisissima e chirurgica strategia - hanno cercato di restituire una versione di realtà alterata nella quale ancora milioni di tifosi bianconeri si cullano beatamente.
L'educazione di Gianfelice è encomiabile. Mentre Giletti sbraita e butta nella discussione diventata ormai da bar becero altri fatti, altre cose, scudetto e prescrizione - peggio di un tifoso qualunque - Gianfelice fa l'unica cosa che gli interessa da sempre. Difende la memoria del suo papà non solo perché lui era il suo papà. In un paese che osi definirsi anche lontanamente civile non si possono processare le persone che sono venute a mancare perché queste persone non si possono difendere.