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Gazzetta choc: “Nessun testimone conferma Doveri e Colombo sgraditi o graditi all’Inter”
Le designazioni sarebbero state decise da Rocchi non solo seguendo logiche interne al mondo degli arbitri, ma per ragioni di rapporti o valutazioni di opportunità rispetto ai club. In questa direzione andrebbe capito se il designatore poteva trarne a sua volta dei vantaggi. Vari scenari potrebbero essersi ipotizzati: la designazione di un arbitro era una forma di tutela per evitare problemi con le società e per non mettere in difficoltà gli arbitri stessi (esempio: se un arbitro ha fatto molto male con un club, poteva essere inopportuno riassegnarglielo).
Oppure l'intenzione avrebbe potuto essere quella di fare dei favori diretti alle società. Sul punto però non ci sono riscontri. Al momento non è stato sentito nessun membro dei club di Serie A (nemmeno i "club referee manager", cioè i delegati a gestire i rapporti tra le squadre e la classe arbitrale), né ci sono tra questi indagati, e il famoso colloquio a San Siro è avvenuto tra Rocchi e altri esponenti del mondo arbitrale.

L’accusa, per avere un seguito, dovrà provare quindi che Colombo e Doveri siano stati scelti in quanto "arbitri graditi" o "sgraditi" all’Inter, circostanza che, a quanto risulta, non è stata confermata da nessun testimone fino a questo momento.
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