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Il giorno dopo la finale di Coppa Italia tra Lazio-Inter, dalle colonne del Corriere dello Sport Alberto Polverosi ha analizzato la netta vittoria della squadra Chivu. Il giornalista ha anche sottolineato quanto la gara sia stata 'povera' dal punto di vista tecnico.
"Eppure l’Inter non avrebbe bisogno di regali. L’Inter è campione d’Italia, ha vinto lo scudetto con larghissimo anticipo, è la squadra più forte del calcio italiano e soprattutto in classifica ha 34 punti di vantaggio sulla Lazio. Se non basta, ha segnato anche 46 gol in più della Lazio. Che però regala. La chiesina che fa l’elemosina al Duomo. Prima un’autorete di Marusic, poi una sciocchezza di Nuno Tavares. Due a zero al 45' e la Coppa Italia per la decima volta è nerazzurra".
"Per un tempo intero non c’è stata partita sul prato dell’Olimpico, nel senso che lo spettacolo era solo nelle due curve vestite a festa. In campo il minimo indispensabile da parte dell’Inter, nemmeno quello da parte della Lazio. Tecnica modestissima, ritmo inesistente, agonismo vicino allo zero nonostante le tre ammonizioni di Guida. In quei 45 minuti è stata una delle più brutte finali della storia della Coppa Italia, perfettamente in linea col livello del nostro calcio".
"L’Inter ha segnato prima del quarto d’ora e da quel momento ha pensato solo a tenere la palla, fino ad arrivare all’intervallo col 71 per cento di possesso. La teneva facendola rotolare piano piano da un difensore all’altro, poi la allungava su Sucic che subito la rispediva indietro. Una noia infinita, grazie al concreto contributo della Lazio. Di conseguenza, il secondo tempo è stato un po’ più vivace, la squadra di casa si era finalmente decisa a provarci, fino a mettere insieme due attaccanti centrali e due esterni. Tuttavia, tranne l’occasione di Dia, l’Inter ha controllato senza soffrire troppo".
"È stata la sesta sconfitta di fila di Sarri contro i nerazzurri. Era già chiaro, ora lo è ancora di più, al di là della sua forza naturale è anche il sistema di gioco interista che va di traverso al comandante. Ieri una mossa di Chivu nel primo tempo ha creato qualche problema in più alla Lazio: non è stato Zielinski il punto di partenza della manovra interista, ma Sucic. Il polacco ha mantenuto una posizione più avanzata, mentre Sucic ha goduto di tutta la libertà necessaria per far girare la palla. Non è quella la ragione della sconfitta della Lazio, ma di sicuro ha aumentato le sue difficoltà. Per i campioni è la decima Coppa Italia ed è una nuova doppietta, scudetto e coppa nella stessa stagione. Difficilmente ritroveremo un allenatore quasi esordiente capace di una doppia conquista di questo livello, per Cristian Chivu è la conferma di una dimensione da Inter subito raggiunta. Sono i più forti e lo hanno dimostrato ancora una volta".
(Corriere dello Sport)
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