All'Inter è bastato un gol di Pio Esposito a 12' dalla fine per battere il Lecce e regalare tre punti d'oro. I nerazzurri hanno approfittato del pareggio del Napoli e hanno allungato il vantaggio a 6 punti. "Il gol di Pio Esposito al Lecce ha qualcosa di ancestrale. Ricorda i riti d'iniziazione dei cacciatori raccontati dalle incisioni rupestri. All'accampamento, il più giovane fra gli attaccanti nerazzurri ha portato la preda a cui l'intera tribù dava la caccia: tre punti succosissimi, che hanno proiettato l'Inter a più sei sul Napoli, aspettando Como-Milan. La prima fuga di questo campionato si deve quindi a lui, che ufficialmente smette di essere apprendista", sottolinea Repubblica.

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Inter svegliata da Esposito. Maresca ha esagerato. Chivu? Giocatori hanno perso l’occasione…
"La rete di Esposito ha ridestato una squadra che era scesa in campo sorniona e rallentata. E dire che Chivu le aveva provate tutte per aiutare i suoi giocatori a superare le fatiche di domenica contro il Napoli, compreso concedere un irrituale e coraggioso giorno di riposo alla vigilia della gara di ieri, scelta irrituale ma in linea con il credo del tecnico romeno secondo cui «il miglior allenamento è il riposo». Ancelotti docet. Ma i giocatori per almeno un'ora hanno perso l'occasione per dimostrare al loro allenatore che lasciar loro tempo libero è una buona idea".
"Nel primo tempo l'Inter è partita lenta, eccessivamente impegnata a ragionare e poco proiettata verso la porta avversaria. Tutto il contrario di quel che piace a Chivu, che infatti si è arrabbiato, chiedendo ritmo a più riprese. Il suo vice Kolarov l'ha presa ancor peggio, e ha platealmente accusato i giocatori nerazzurri di stare buttando via tempo prezioso. A offrire spunti è stato soprattutto l'arbitro Maresca, che ha esagerato per due volte. La prima, quando ha ammonito per simulazione Thuram, volato per terra dopo un tocco in area di Pierotti, leggero ma evidente. La seconda, quando ha frettolosamente fischiato rigore a favore dell'Inter per un contatto lecito fra Bonny e Veiga, palesemente sul pallone. A ricondurlo alla ragione è stato il Var".
(Repubblica)
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