Quattro giorni fa Lazio e Inter si sono affrontate all'Olimpico. Non c'è stata gara, i nerazzurri hanno dominato in lungo e in largo vincendo con un netto 3-0. Ecco perché Maurizio Sarri dovrà inventarsi qualcosa questa sera quando le due squadre si sfideranno nella finale di Coppa Italia.

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Lazio-Inter, quale sarà la chiave. Cds: “Sarri dovrà violentarsi per mettere in discussione…”
"Conta la testa, non la tattica, altrimenti la Lazio non avrebbe preso gol da una rimessa laterale, come è accaduto sabato in campionato, quando Lautaro ha bruciato Motta. Erano passati tre minuti. Non c’è stata partita, l’Inter l’aveva già chiusa nel primo tempo e ha concesso le uniche occasioni dopo l’espulsione di Romagnoli. Non solo corsa e costruzione precisa dal basso per eludere la pressione".

"Sarri dovrà violentarsi per mettere in discussione lo strapotere di Chivu. Ha eliminato Milan, Bologna e Atalanta ma per battere i campioni d’Italia servirà un’invenzione. Il divario tecnico e la disponibilità di soluzioni non consentirebbero di ipotizzare una finale equilibrata. C’è anche qualcosa di strategico legato al modo di difendere: da sempre, non da sabato, Mau soffre il 3-5-2 dell’Inter", sottolinea il Corriere dello Sport.
"Ha perso le ultime cinque con i nerazzurri. La difesa di reparto fatica ad assorbire i cambi di gioco e la spinta degli esterni nerazzurri, troppo liberi. Servirebbe “rompere” la linea con un terzino pronto a salire su Dumfries e Dimarco, ma è sempre stato vietato dal codice di Mau. Questa volta il tecnico ha spiegato che proverà a “cambiare qualcosa”. Logico supporre l’aiuto senza palla di Zaccagni e Isaksen".
"La Lazio, anche se gode di una buona fase difensiva, non potrà chiudersi e pensare di portarla ai rigori confidando nel bis eroico di Motta. Consegnarsi a Lautaro e Thuram significherebbe votarsi al massacro. L’Inter è una macchina da gol impressionante e segna con qualsiasi giocatore: 85 gol in 36 partite di campionato, 113 in 51 gare comprese Coppe. Ne basta uno per raggiungere il record stabilito da Inzaghi (114) senza contare il Mondiale per Club".
(Corriere dello Sport)
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