Moriero: “Che soddisfazioni all’Inter. Recoba? Fa racconto come nacque il gesto dello sciuscià”

Moriero: “Che soddisfazioni all’Inter. Recoba? Fa racconto come nacque il gesto dello sciuscià”

Moriero si racconta al Corriere dello Sport

di Marco Macca, @macca_marco
Francesco Moriero

Una bella intervista, per raccontare la sua lodevole iniziativa, ma anche per abbandonarsi a qualche ricordo, anche a tinte nerazzurre. A tutto Francesco Moriero al Corriere dello Sport. Ecco le dichiarazioni dell’ex centrocampista dell’Inter:

GRANDE INIZIATIVA – “Tanti ex compagni mi hanno mandato video, maglie da mettere all’asta. Totti, Candela, Ferrara, Aldair, Nainggolan, Pisacane, Petrachi mi ha mandato quella di Dzeko, Conte due dell’Inter, il presidente del Lecce una maglia storica. Le mettiamo all’asta e il ricavato ci serve per fare la spesa. Da un mese io e Miccoli andiamo in giro per la città, con l’Associazione Angeli di quartiere. Andiamo nei supermercati ad acquistare generi di prima necessità e poi andiamo nelle case“.

RIPRESA CAMPIONATO – “Pensare al calcio è più difficile, ma se il campionato ricomincia regala qualche ora di serenità. Bisogna farlo in massima sicurezza, ascoltando il parere degli scienziati“.

FUTURO – “Sono ancora sotto contratto con la Cavese, c’era stato qualcosa per andare in Kazakistan o in Cina, in Italia è diventato difficile, anche in Lega Pro. Vorrei provare un’esperienza all’estero. Sarei potuto tornare alla Roma se avessero allestito la squadra B, quando Totti era dirigente. C’era il dubbio di Daniele De Rossi che doveva fare l’allenatore“.

I PIU’ FORTI – “Ronaldo e Totti i più forti con cui ho giocato? Loro, ma anche tanti altri. A Lecce Barbas e Pasculli, a Cagliari Matteoli e Francescoli, a Roma Giannini, Totti e Aldair“.

INTER, GRANDI SODDISFAZIONI – “Bei ricordi, tantissimi campioni, da Ronaldo fino a Bergomi, Zamorano, Ronaldo, Zanetti“.

RECOBA E L’EPISODIO DELLO SCIUSCIA’ – “In una partita contro il Brescia perdevamo e Recoba che era partito dalla panchina segnò due gol. Il secondo fu una punizione clamorosa sotto l’incrocio, a tre minuti dalla fine. Mi misi in ginocchio e gli lustrai lo scarpino, un gesto di ammirazione“.

(Fonte: Corriere dello Sport)

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