L'Inter affronterà la squadra spagnola agli ottavi di Champions, una formazione diversa da quella degli ultimi anni
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È un Atletico diverso quello che affronterà agli ottavi di finale di Champions l'Inter. Una squadra meno difensiva del solito quella di Simeone, che concede anche qualcosa agli avversari. Dovranno essere bravi i nerazzurri a colpire al momento giusto.
"Intrattabile in casa, vulnerabile fuori. Questo è l'Atletico 2.0 riportato dal Cholo Simeone al passaggio del turno in Champions dopo il tremendo quarto posto della scorsa stagione e al primo posto nel gruppo per la prima volta dal 2016. I Colchoneros al Metropolitano, che per sponsor non si chiama più Wanda ma Civitas, vengono da 20 vittorie consecutive tra Liga e Champions. Eguagliato il record stabilito al Calderon, sempre col Cholo, tra il 2012 e il 2013", analizza La Gazzetta dello Sport.
Scordatevi l'Atletico che aveva fatto dell'1-0 il suo risultato talismano: golletto rimediato e grandi parate di Oblak. No, i col-choneros hanno chiuso il girone con 17 reti in 6 turni, quasi 3 di media, dietro solo al City di Guardiola, che è arrivato a 18 gol. Però le reti incassate dai rojiblancos tra Spagna ed Europa sono già 22, e in generale il reparto difensivo mostra lacune che la Lazio, per fare un esempio nostrano, ha avuto la colpa di non saper sfruttare.
"La difesa non è a tenuta stagna e la cosa vale soprattutto in trasferta, quando l'Atletico ridisegnato a trazione anteriore sembra aver dimenticato le tavole del cholismo e si fa infilare a piacere. Occhio però a due cose. Il ritorno sarà al Metropolitano, che se non è arrivato agli enormi livelli ambientali del Calderon è cresciuto tantissimo e accoglie fissi 65.000 fedeli. Potrà essere un fattore rilevante. E poi la coppia Griezmann-Morata, che segna circa il 60% delle reti della squadra. Alvaro non è mai stato tanto bene in vita sua, e Antoine è su livelli mondiali", sottolinea Gazzetta.
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