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Ecco quello che cercava Chivu. C’è un termine che il tecnico ha usato spesso
C'è un termine che Cristian Chivu ha utilizzato diverse volte nel presentare la finale di Coppa Italia con la Lazio, il termine è "merito". Come spesso è accaduto, il tecnico nerazzurro ha voluto elogiare i suoi giocatori che sono riusciti a mettersi alle spalle la scorsa stagione e a ripartire alla grande vincendo uno scudetto con tre giornate di anticipo e con la possibilità di mettere in bacheca un altro trofeo, la Coppa Italia.
"Il merito è quello dell’Inter, «per aver conquistato lo scudetto» e anche per aver ottenuto la possibilità di giocarsi un altro trofeo. Si tratta chiaramente di un modo per celebrare il valore della squadra nerazzurra. Che l’allenatore ha totalmente sposato. Nonostante la poca esperienza, era esattamente ciò che cercava Chivu in questa avventura".
«Ho trovato una squadra che pareggia le mie ambizioni. E l’ho capito subito, da quella famosa intervista di Lautaro in America. Ho compreso come è fatto lui. Ma come lui ce ne sono tanti in questo gruppo. La forza di questi giocatori è mantenere e capire quello che rappresentiamo, la forza di una società, di una squadra che ha costruito qualcosa di importante nella sua storia». Già, ma dentro a tutto ciò, c’è stato anche il contributo di Chivu. Che non può non essere riconosciuto, nonostante lui cerchi di mettersi sempre in secondo piano", sottolinea il Corriere dello Sport.
"Lo scudetto certifica l’efficacia del lavoro di Chivu. Che, però, può essere ancora completato, aggiungendo appunto la Coppa Italia e realizzando il Doblete, come è accaduto soltanto nel 2010 con il Triplete. L’ulteriore avviso è di mettere da parte quello che è accaduto sabato scorso, con il netto 3-0 rifilato alla Lazio. «Le partite saranno per forza diverse. Due gare ravvicinate contro lo stesso avversario nascondono sempre insidie. C’è chi può pensare che sia facile, dopo quella vittoria. Mentre loro potrebbero trovare motivazioni in più. Dovremo essere umili e allo stesso tempo consapevoli di esserci meritati tutto quello che abbiamo ottenuto. Saremo pronti».
(Corriere dello Sport)
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