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“Testa di cazzo” a Manganiello: Conte rischiava 4 giornate. Invece patteggia una mini multa
Antonio Conte non sarà squalificato per il famoso “testa di c…” rivolto all’arbitro Gianluca Manganiello verso la fine del primo tempo della partita Napoli-Como. Lo riporta oggi il Corriere dello Sport.
"Lo sfogo, sfuggito a tutti gli ufficiali di gara (anche se il quarto uomo, Giovanni Ayroldi, seguiva a pochi passi il tecnico leccese, quasi incollato a questi) non venne infatti sanzionato sul campo. Potendo, così, Conte concludere la sfida, regolarmente seduto in panchina.
Furono le telecamere di Mediaset a mandare in onda, terminato il match, le riprese dal basso, realizzate attraverso la cosiddetta “Contecam”, che mostravano quanto detto dal mister, il cui labiale fu sottotitolato più e più volte"
"Troppo plateale la protesta, troppo televista la frase incriminata, troppe le polemiche che ne seguirono, tanto che la Procura Federale, con il Procuratore Capo, Giuseppe Chinè, aprì immediatamente un fascicolo.
Il rischio per Conte, in base all’articolo 36 del codice di giustizia sportiva, era quello di subire minimo 4 giornate di squalifica, pena base stabilita dal regolamento in caso di condotta ingiuriosa nei confronti degli ufficiali di gara"
"A seguito dell’audizione, la Procura e il legale bolognese del tecnico, sussistendo i presupposti per l’applicazione dell’art. 126 del Codice, hanno raggiunto un accordo che prevede la commutazione integrale della squalifica, previa riduzione per la collaborazione prestata dall’indagato ed il rito prescelto, a 6.000 euro di ammenda e disponibilità del tecnico a destinare interamente la somma in favore di una nota associazione nazionale che si occupa di cura domiciliare per malati di tumore"
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