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Vocalelli: “Inzaghi innovatore della tradizione, all’Inter valorizza tutte le risorse”

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Dell'ottimo lavoro e dei risultati che sta facendo Simone Inzaghi con l'Inter ha parlato a La Gazzetta dello Sport il giornalista

Dell'ottimo lavoro e dei risultati che sta facendo Simone Inzaghi con l'Inter ha parlato a La Gazzetta dello Sport il giornalista Alessandro Vocalelli:

È questo che colpisce dell’Inter, dei suoi calciatori superiori e del lavoro di uno staff - con a capo il suo pilota - giustamente concentrato sull’obiettivo principale: valorizzare tutte le risorse. È successo negli anni scorsi e adesso ancora di più: in una squadra che è cresciuta nel valore individuale e di conseguenza in quello generale. Non c’è dubbio che Acerbi sia sempre stato un ottimo difensore: ma con Inzaghi ha trovato - negli spazi ritagliati su misura - una dimensione superiore. Non c’è dubbio che Darmian stia vivendo una seconda giovinezza e Bastoni abbia scoperto con gli anni di essere anche il primo incursore nerazzurro. Che Dimarco, arrivato dal Verona per arricchire l’organico, sia diventato un insostituibile. Non c’è dubbio che il più forte centrocampo d’Italia - e tra i primissimi nel mondo - sia anche il frutto di un lavoro sui singoli. Di Calhanoglu e della sua trasformazione si sa tutto, ma non avete l’impressione che Barella sia cresciuto ulteriormente e Mkhitaryan abbia trovato una centralità assoluta, nel mettere insieme capacità di strappo e di ricamo? O che Thuram - otto gol di media nei quattro anni al Borussia, gli stessi dopo 22 partite in nerazzurro - si stia specializzando nel riempire improvvisamente l’area?


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Insomma l’Inter è diventata negli anni una straordinaria orchestra, con un gruppo di splendidi solisti che hanno scoperto il gusto di volersi e potersi migliorare ancora. Seguendo un allenatore che sa motivare, correggere, esaltare le caratteristiche di ogni calciatore, senza mai pensare di potersi sostituire a loro. Evitando di partecipare a quello stucchevole dibattito. Sì, perché - per mettere a tacere le due fazioni - basterebbe chiedere: ma Simone Inzaghi, secondo voi, è un giochista o un risultatista? Impossibile, a voler essere sinceri, affibbiargli un’appartenenza. Inzaghi è piuttosto un innovatore nella tradizione, uno che - come altri - viene raccontato come un innamorato del 3-5-2, per poi scoprire che Bastoni e Pavard vanno a chiudere il cerchio sulla trequarti, o che Lautaro - come è successo con la Juve - è il primo ad allargarsi. Perché, si dice sempre, all’“io” bisogna sempre sostituire il “noi”. Che poi è l’unico modo, come sa bene e insegna Inzaghi, per crescere anche a livello individuale.

 

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