Così diverse e così uguali, così capaci a loro modo di rappresentare esattamente le due principali città italiane. Perfettamente complementari, l’una Internazionale per nome e vocazione, l’altra estremamente locale, Roma romana e romanista.
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Non è insomma un caso che Inter-Roma sia stata, almeno nel primo decennio del nuovo secolo, la partita più bella e importante del calcio italiano e che la sera di Pasqua, metafora abbastanza blasfema della resurrezione che sarebbe necessaria per due squadre con un sogno in tasca, di nuovo il tricolore, per citare i propri tifosi, da una parte, il ritorno in Champions League dall’altra.
Per farlo, da entrambe le parti, bisognerà pensare solo al campionato e non all’amara estate che aspetta i calciatori italiani, che dovranno guardare il terzo mondiale di fila dal proprio divano.
Il calcio però sa essere spietato e pragmatico: la realtà è che conta soltanto la prossima partita. E la prossima partita è Inter-Roma, domenica sera.
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