Inter-Conte, cosa non torna dopo il patto di Villa Bellini. State scaricando il giocatore sbagliato

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: l’Inter ha cambiato radicalmente politica sul mercato dopo il patto di Villa Bellini tra Conte e la società

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

Bizzarra l’onda anomala del tifo, ondivago, sregolato. Spesso troppo poco lucido, figlio di una passione che offusca la mente e che spesso è fortemente fuorviante. Perché intendiamoci subito, noi vi si racconta quel che accade, nel bene e nel male. Senza sconti perché non saremmo intellettualmente onesti con voi che leggete in primis, ma con noi stessi deontologicamente parlando. Fa parte del nostro mestiere trovare notizie, viviamo per questo, ma fa altrettanto parte del nostro lavoro analizzare gli avvenimenti, capire le sfumature, osservare le situazioni ed i cambi di scenari. E non è certo colpa nostra se a volte le cose cambiano, perché tutto è ormai figlio dei risultati e dei soldi.

Vi chiederete dove sto andando a parare, ve lo spiego subito. La pace sancita dal pomeriggio in Villa Bellini tra l’Inter e Conte non può essere derubricata in maniera frettolosa. La separazione è stata evitata in extremis e dal redde rationem è stato stravolto anche il piano mercato portato avanti in questi mesi.

ADDIO A COLPI GIA’ IMPOSTATI

Kumbulla e Tonali ad esempio sono due giocatori su cui Marotta e Ausilio hanno puntato fortemente in questi mesi. Investimenti ragionati, pensati, pesati. Dall’incontro di martedì però le cose sono mutate. Lo stop è stato netto, l’inversione di marcia nervosa. Servono giocatori fatti e finiti per puntare subito alla vittoria. Ma delle due l’una. Perché allora si sono persi quattro mesi per Kumbulla e Tonali? Perché puntare su giocatori che non rientravano evidentemente nei piani del tecnico? Una risposta potrebbe essere che forse c’era la sensazione all’interno che non sarebbe stato più Conte a guidare l’Inter, altrimenti non si spiega. Ma attendo vostre possibili spiegazioni.

NUOVI PROFILI E NUOVO PROGETTO

È chiaro che i Kolarov e i Vidal sono giocatori di un altro profilo, ma non si può sottacere un cambio di strategia che lascia diversi interrogativi. Perché arrivati a questo punto la domanda sorge spontanea (cit.). Quanto la dirigenza credeva al progetto Conte trattando a oltranza Kumbulla e Tonali se poi dopo l’incontro a Villa Bellini sono cambiati gli obiettivi? Non mi convince questa situazione, mi lascia non poche perplessità soprattutto sulla compattezza del progetto tecnico dopo tutto quello che abbiamo visto in primis con la situazione legata all’allenatore. La speranza ovviamente è che a Villa Bellini si siano gettate le basi per una nuova ripartenza, rinsaldando dei rapporti che sembravano ormai compromessi in maniera irrimediabile. Ma resto dell’idea che qualcosa strida fortemente. E questo non è disfattismo, questo non vuol dire che non voglia il bene dell’Inter. Vuol dire non avere le fette di salame sugli occhi, vuol dire che non dobbiamo sempre farci andare bene tutto, vuol dire che dobbiamo e dovete ragionare sempre con la vostra testa, vuol dire che non dobbiamo prendere sempre per oro colato ogni cosa che arriva. Interisti si, pirla no ( semi cit.). Di sicuro mi auguro che da quell’incontro varesino si riparta con un nuovo slancio e che si supporti il tecnico a 360° del resto Steven Zhang è stato bravo e scaltro a capire in che direzione muoversi, per certi versi sorprendente.

NESSUNO TOCCHI SKRINIAR

Permettetemi un’ultima riflessione. Al di là delle dichiarazioni ufficiali del Diesse dei giorni scorsi, Skriniar è sulla lista dei partenti. Per fare mercato è necessario vendere e se arrivassero offerte adeguate lo slovacco verrebbe sacrificato. Sì, proprio lui che un anno fa decise di separarsi dal proprio procuratore per restare a tutti i costi in nerazzurro. A tal punto che si presentò in sede da solo esprimendo il desiderio di prolungare con il club senza sfruttare le sponde di molti club importanti che lo cercavano per spillare un contratto molto più vantaggioso dal punto di vista economico. Quanti al giorno d’oggi farebbero una cosa del genere? Nessuno. È vero Skriniar ha avuto una stagione complicata, non si è adattato alla difesa a 3, ma ha ampiamente dimostrato di tenere a questi colori e di essere un grande difensore nella difesa a 4. Solo per quello che ha fatto meriterebbe di diventare il futuro Capitano e perderlo potrebbe essere un sacrificio oggi, ma un grosso errore l’anno prossimo.

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