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Il futuro di Frattesi tiene banco in casa Inter. Il centrocampista vuole maggiore spazio, ma in nerazzurro fatica a guadagnarsi il posto. Per questo già da questa sessione di mercato, Frattesi potrebbe lasciare Milano.
"In estate in tanti hanno bussato alle porte di Appiano con offerte importanti – su tutte l’Atletico del Cholo, vicino ad andare a dama – ma Chivu ha sparigliato la damiera e ha mandato tutto a monte. “Frattesi non si muove”. Poi Davide si operato di ernia – tre, trovate in sala operatoria –, ha cercato di recuperare in fretta e tuttora fa a cazzotti con una condizione fisica precaria", spiega La Gazzetta dello Sport.
"Dietro le parole di Chivu c’è parecchio da raccontare. Sabato scorso, alla vigilia di Atalanta-Inter, l’allenatore nerazzurro ha parlato così della situazione dell’azzurro, bramoso di tornare in forma e accumulare minuti in vista dell’eventuale mondiale. “Poi per vari motivi Davide ha giocato meno, ma non posso raccontare tutto: ci sono cose che devono rimanere all’interno dello spogliatoio, non posso venire fuori a raccontarvi la verità”. Proviamo a spiegare partendo dal primo problema: il recupero dall’operazione estiva, più complicata del previsto per via delle tre ernie (e non una). Frattesi è stato fermo circa un mese, poi ha spinto per tornare in campo, forse un po’ troppo in fretta.
Col tempo, tra un allenamento e l’altro, ha avuto dei versamenti che l’hanno costretto a rallentare in attesa che si riassorbissero. Anche abbandonando alcune sedute prima del previsto. Da qui lo scarso impiego di Chivu: fin qui Davide ha racimolato 499 minuti in tutte le competizioni. In campionato ha giocato dall’inizio solamente il 4 ottobre contro la Cremonese, poi otto spezzoni e sette panchine (quattro di fila). Contro l’Atalanta è entrato a soli sette minuti dalla fine. Infine, tra Champions, Supercoppa Coppa Italia, ha giocato altre tre gare dal primo minuto. Due le spiegazioni. La prima è di natura tecnica, perché Frattesi, tra Inzaghi e Chivu, non è mai stato in testa nelle gerarchie di entrambi. La seconda, più importante, è la condizione fisica precaria. Da quando ha iniziato la stagione, l’azzurro non è mai stato al 100%.
L’ultimo problema arriva da qui. Davide ha un problema serio all’adduttore. Se lo trascina da diverso tempo, almeno da un mese e mezzo. Da qui spiegate le quattro panchine di fila in campionato e anche le parole di Chivu prima della Dea. Un’altra mazzata. Soprattutto perché il 16 nerazzurro, circondato dalla famiglia e dagli affetti, sempre vicini in momenti simili, sta coltivando il sogno di andare al Mondiale. Il primo scoglio dell’Italia è l’Irlanda del Nord, da affrontare a Bergamo il 26 marzo, poi – in caso di successo – affronterà in trasferta la vincente di Bosnia-Galles. E vuole esserci. Quest’anno ha vestito l’azzurro quattro volte giocando dall’inizio solo contro la Norvegia. Poi due panchine (Estonia, Israele) e tre spezzoni senza mai superare i 25 minuti. Col minutaggio nerazzurro, dovuto anche alla concorrenza e all’exploit di Zielinski, unito a una condizione fisica da ritrovare, spingono le parti a più valutazioni.
"Spalletti lo vorrebbe alla Juventus e non è un mistero, ma l’Inter – esattamente come l’anno scorso – non vorrebbe cederlo a una diretta concorrente per lo scudetto. Potrebbe cambiare idea di fronte a un assegno sull’unghia di almeno 35 milioni o all’inserimento di una contropartita di spessore (Cambiaso o Thuram). Qui, però, è la Juve a dire di no. La soluzione ideale dell’Inter sarebbe l’estero, dove Davide stava per sbarcare in estate. I discorsi con l’Atletico erano avviati, ma Chivu stoppò ogni cosa per farlo restare. Dopo sei mesi, la situazione è in evoluzione. Il futuro di Davide è un cubo di Rubik da risolvere", chiude Gazzetta.
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