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MANCHESTER, ENGLAND - MAY 19: Ruben Dias of Manchester City celebrates with The Premier League Trophy after the Premier League match between Manchester City and West Ham United at Etihad Stadium on May 19, 2024 in Manchester, England. (Photo by Michael Regan/Getty Images)
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"Al Bayern piace Bisseck. L’indiscrezione ormai rimbalza in tutta la Germania. Con l’Inter, però, il club bavarese non si è fatto avanti. Potrebbe farlo a breve, evidentemente, tenuto conto che siamo appena alla fine di maggio". Apre così l'articolo del Corriere dello Sport in merito al futuro di Yann Bisseck, finito nel mirino del Bayern Monaco.
"In viale Liberazione c’è piena consapevolezza che, dopo la stagione appena conclusa, nella quale insieme a prendersi il posto da titolare, ma ha certamente alzato il suo livello, Bisseck avrebbe attirato l’attenzione. E non solo di club non di primissimo piano come il Crystal Palace lo scorso agosto. Cosa significa, però, che l’Inter non solo non sia preoccupata, ma abbia anche una sorta di piano? Innanzitutto seppur non incedibile, la quotazione di Bisseck ha ormai superato i 40 milioni. Sotto certe cifre, dunque, non c’è proprio la disponibilità ad ascoltare. Se l’asticella sarà già alta, invece, certi ragionamenti si potranno fare. Con la condizione imprescindibile che il ricavato di un’eventuale vendita permetta di portare alla corta di Chivu un sostituto non solo adeguato, ma che possa anche dare l’opportunità di un salto di qualità. Se Bisseck, infatti, con i suoi 26 anni da compiere il prossimo 29 novembre, è un giocatore ancora nella sua fase di crescita, chi, nel caso, prenderà il suo posto dovrà essere un difensore top. E c’è un nome in particolare che stuzzicherebbe l’Inter più di tutti: Ruben Dias del Manchester City", aggiunge poi il quotidiano.
Per il CorSport non è uno scenario impossibile anche perché si vocifera di un possibile cambiamento in casa City, visto l'addio di Pep Guardiola dopo dieci anni. Un ricambio generazionale, tenuto conto anche degli addii già annunciati di Bernardo Silva e Stones ai quali si può aggiungere anche quello di Ruben Dias. "Ad alimentare le speranza nerazzurre c’è anche il precedente di Akanji, lasciato andare un anno fa con una formula assolutamente vantaggiosa: prestito con diritto di riscatto condizionato, che la vittoria dello scudetto e le presenze ben oltre il 50% hanno trasformato in obbligo. Alla fine il cartellino dello svizzero è costato una quindicina di milioni e anche il suo ingaggio non è di quello spropositati: 3,5 milioni a stagione più bonus.
Per Ruben Dias i numeri sarebbero inevitabilmente diversi. Sia per il cartellino (non meno di 50 milioni) sia per lo stipendio (ora ne guadagna poco più di 6 all’anno). Non impossibili, però, in ragione pure dell’impatto che potrebbe avere. Come si può intuire, è tutto ancora in una fase che si può definire embrionale. Ma è in ogni caso un segnale di come l’Inter sia ormai abituata a pensare in grande e che la linea sia quella del mix tra giovani (Palestra l’esempio) ed esperti (Ruben Dias appunto), come ribadito più volte da Marotta", la chiosa del CorSport.
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