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"Non siamo in una situazione di emergenza. Vediamo, se ci saranno opportunità le seguiremo".
Questo il commento sul calciomercato da parte del presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, all'uscita da Palazzo San Macuto a Roma.
Questa mattina la società nerazzurra è stata ascoltata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie. In particolare dal comitato che si occupa del fenomeno delle curve, degli ultras e delle infiltrazioni della criminalità organizzata.
Nei giorni scorsi Ausilio aveva effettuato un sondaggio per Moussa Diaby, ex freccia di Bayer Leverkusen e Aston Villa ora in forza all’Al-Ittihad, squadra del campionato saudita. L’Inter ha velocemente trovato un accordo con il calciatore, che avrebbe accettato anche un robusto taglio di stipendio pur di tornare in Europa in un campionato competitivo, ma non con il club, uno dei tanti controllati dal fondo Pif: l’offerta di un prestito con diritto di riscatto a 35 milioni è stata rigettata senza possibilità di replica, anche perché l’ex allenatore milanista Sergio Conceiçao considera Diaby molto importante per il proprio scacchiere", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
E così ieri Ausilio è tornato sul vecchio obiettivo, Ivan Perisic, eliminato mercoledì dalla Champions con il Psv. Ma anche su questo fronte ha dovuto constatare che l’affare non fosse così semplice, nonostante la ferrea volontà di Perisic di vivere l’ultima grande avventura della carriera nella società in cui era stato (bene) tra il 2015 e il 2022, con un breve intermezzo in prestito al Bayern. Al momento le negoziazioni sono sospese. Qui manca anche l’intesa con l’entourage del calciatore, che lunedì compirà 37 anni. Ma è il minore dei problemi"
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