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L’Inter scaccia l’incubo, vittoria da 1500. Ma c’è un ‘lato oscuro’ da non sottovalutare

Marco Macca

Ecco l'analisi di FCInter1908.it in merito a quanto accaduto ieri sera all'Artemio Franchi di Firenze tra Fiorentina e Inter

In tanti attendevano questa Inter al varco col fucile puntato. Sarà per la prossima volta. Perché, dopo un "calendario troppo facile", i ragazzi di Simone Inzaghi hanno dato le giuste risposte anche in quello che, di fatto, era il primo scontro diretto del campionato nerazzurro. Dopo una prima mezz'ora da incubo, in cui è stata letteralmente presa a pallate, la squadra è venuta fuori alla lunga, con lucidità, qualità nel gioco e nelle scelte, piegando una bella Fiorentina. L'Inter, su un campo storicamente complicatissimo, ha avuto paura di non farcela, ma con questa vittoria, ora, mette paura a tutte le altre.

Eppure, come detto, davanti ai nerazzurri si era spalancato un buco nero. Una viola assolutamente spettacolare per almeno 30' ha dominato i campioni d'Italia, dando la sensazione di poter andare ben oltre il gol di Sottil nella prima parte di gara. Eppure, per dirla alla Brera, l'Inter ha difeso la sconfitta, reggendo l'urto e non perdendo la Trebisonda. Non ha mollato, ha piantato i piedi per terra e, terminata l'avanzata nemica, ha contrattaccato. Già dopo la prima mezz'ora, infatti, si era vista una certa reazione di qualità da parte dei nerazzurri. Una reazione poi esplosa nella ripresa con le reti di Darmian, Dzeko e Perisic.

Ciò che stupisce di questa squadra è la maturità: nel leggere le partite, i momenti, le opportunità. Inzaghi ha saputo voltare pagina, regalando a questa Inter una veste tutta nuova: certamente più imprevedibile della precedente e, almeno finora, anche più redditizia, se è vero che per tornare all'ultima volta in cui i nerazzurri erano riusciti a segnare 18 gol nelle prime cinque partite di campionato (con 11 marcatori diversi) si devono scomodare i libri della Serie A segnati dal tempo e dalle intemperie dei decenni.

E c'è un altro dato che testimonia la straordinaria efficacia offensiva dell'Inter: con i gol di Firenze, infatti, i nerazzurri sono andati a segno per la 24a gara consecutiva in Serie A, eguagliando il record della formazione di Giulio Cappelli del 1949-50. Simone Inzaghi, sperando di poter diventare presto l'allenatore della seconda stella interista, si accontenta di un altro record, dato che passerà alla storia come l'allenatore della vittoria numero 1500 in Serie A (a girone unico) dell'Inter. Tredici punti dopo 5 partite, quando tutti 'celebravano' un funerale fin troppo anticipato, quando in tanti avevano già scucito lo scudetto dal petto nerazzurro. Eppure c'è un aspetto che lascia qualche nuvola sul cielo dell'Inter.

I tanti gol segnati, infatti, hanno in qualche modo distolto l'attenzione da quelli (tanti) subiti. Tranne che all'esordio in campionato contro il Genoa, infatti, Handanovic non è mai riuscito a tenere la porta inviolata. E se si contano gol ininfluenti, come quello di Theate sabato scorso nel 6-1 contro il Bologna, in altre occasioni (vedi contro il Real Madrid) subire un gol può essere sanguinoso. In Italia come in Europa. Cinque reti subite in cinque gare di campionato non sono una media da Inter, soprattutto considerando che con Skriniar, de Vrij e Bastoni Inzaghi può senza dubbio vantare la miglior difesa del campionato. Queste piccole crepe si possono certo spiegare con la maggior propensione offensiva della squadra rispetto alla gestione Conte, certo, ma è comunque evidente che non sia stato ancora trovato l'equilibrio perfetto. Inzaghi, anche ieri perfetto nelle dichiarazioni nei confronti di giocatori e società, lo sa bene. E renderà questa Inter ancor più monolitica.

Verranno le difficoltà, le tempeste e probabilmente anche le critiche. Ma l'ostacolo Firenze è caduto. L'Inter fa paura. Che gli altri se ne facciano una ragione.